Buongiorno lettori,
qui vi parlo di un libro molto chiacchierato, da cui hanno tratto anche un film ma che a me non è piaciuto e ha lasciato abbastanza perplessa ❤📕
La vicenda ruota attorno a Nica, ragazza cresciuta in un orfanotrofio chiamato Il grave, dove circolano leggende su un misterioso “fabbricante di lacrime” che avrebbe il potere di forgiare paure e angosce. Quando Nica viene adottata dai coniugi Milligan, scopre che Rigel, un altro orfano dall’anima oscura e segreta, è stato adottato anch’egli dalla stessa famiglia. La convivenza forzata tra i due attiva un intreccio di emozioni, misteri e nostalgia di traumi del passato. L’ambientazione ha toni quasi gotici o fiabeschi, con l’enfasi sui simbolismi (lacrime, oscurità , luce) e sulle dinamiche interiori dei protagonisti ❤📕
Fabbricante di lacrime è stato definito da molti un fenomeno editoriale, un libro capace di far piangere, emozionare e catturare il cuore di lettori e lettrici, soprattutto giovani. Tuttavia, una volta spogliato dell’hype mediatico e delle aspettative costruite dai social, quello che resta è un romanzo che, a mio avviso, presenta più ombre che luci. La prima cosa che delude è la mancanza di originalità . La storia tra Nica e Rigel si muove all’interno di schemi già visti e rivisti: lei fragile e ferita, lui oscuro, tormentato e incapace di amare nel modo giusto. È la classica dinamica del “bad boy redento dall’amore”, che in questo caso però appare forzata e poco credibile. La narrazione sembra vivere di frasi ad effetto, più adatte a un post Instagram che a una riflessione narrativa profonda ❤📕
Un altro punto debole riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nica, pur essendo la voce narrante, spesso non agisce davvero: subisce gli eventi, si aggrappa al dolore, perdona con facilità , e non evolve. Rigel, invece, viene presentato come enigmatico e spezzato, ma i suoi comportamenti sono problematici: è distante, spesso freddo, a tratti verbalmente aggressivo. Il problema non è solo nella sua personalità , ma nel modo in cui il libro giustifica certe sue azioni in nome dell’amore. Questo può veicolare messaggi sbagliati, specialmente verso un pubblico giovane, normalizzando relazioni tossiche e malsane come se fossero “romantiche”❤📕
Anche lo stile lascia perplessi. Il linguaggio è spesso pomposo, ripetitivo, ridondante. Le stesse immagini vengono ripetute più volte, quasi a voler sottolineare a tutti i costi il dolore, l’intensità , la malinconia. Ma quando tutto è sofferenza, nulla riesce davvero a colpire. Si perde l’impatto emotivo perché viene continuamente spinto, forzato, urlato a ogni pagina ❤📕
Ciò che forse più lascia l’amaro in bocca è che temi molto importanti – come l’abbandono, i traumi, l’identità – vengono trattati in modo superficiale. Sembrano strumenti per costruire un’atmosfera “dark” e struggente, più che spunti per una riflessione autentica sulla sofferenza. E' un romanzo che può emozionare chi è alla ricerca di una storia intensa e tormentata, ma che delude chi cerca una narrazione matura, autentica e responsabile. Dietro l’enorme successo commerciale si nasconde un libro che, pur avendo buone intenzioni, finisce per semplificare e banalizzare emozioni complesse. Se non ti accontenti della superficie, se cerchi una storia d’amore che non romantizzi il dolore e la tossicità , forse questo libro non fa per te ❤📕
Buona lettura ❤📕


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