Buongiorno lettori ❤
siamo alla fine di questo bellissimo viaggio nel mondo di Isabella, qui vi porto la recensione del suo ultimo libro, uscito nel 2024 ❤
Magnificat amour è forse uno dei romanzi più lirici di Isabella Santacroce, un testo che porta all’estremo la sua riflessione sull’amore come esperienza assoluta, totalizzante e spesso distruttiva. Fin dal titolo, che richiama il canto sacro del Magnificat, il romanzo mette in relazione amore e religione, devozione e annientamento, trasformando il sentimento amoroso in una forma di fede violenta e ossessiva ❤
La storia non si sviluppa secondo una trama tradizionale. Piuttosto, il romanzo procede come un flusso emotivo e visionario, una sorta di preghiera rovesciata in cui la voce narrante esprime desiderio, dolore, estasi e perdita. L’amore viene rappresentato come un’esperienza che travolge completamente l’individuo, cancellando ogni equilibrio e ogni possibilità di distanza critica. Non c’è salvezza, ma solo immersione totale nel sentimento. Lo stile di Santacroce è, ancora una volta, il vero protagonista del libro. La scrittura è poetica, intensa, spesso martellante, costruita su ripetizioni, immagini forti e un linguaggio che alterna sacralità e corporeità . Il lessico religioso si mescola a quello erotico, creando un contrasto continuo che amplifica il senso di inquietudine e di eccesso. La parola non serve a raccontare, ma a evocare, a colpire, a trascinare il lettore dentro un’esperienza emotiva estrema ❤
"Non sono un'amante o qualsiasi cosa tu voglia. Penso al romantico come a qualcosa di estremamente violento. Violento. Mi vorresti presente, libera dai miei sogni, ma non sono altro che un'impalpabile emozione, una dislessica professionista del nulla."
Uno dei temi centrali di Magnificat amour è la perdita dell’identità nell’amore. Il soggetto amante si annulla, si consuma nell’altro, vivendo il sentimento come una forma di sacrificio. Santacroce mette in discussione l’idea romantica dell’amore salvifico, mostrando invece il suo lato oscuro, quello che imprigiona e distrugge. L’amore diventa una forza assoluta, simile a una divinità crudele a cui ci si offre senza riserve ❤
"Vorrei due corpi. Uno da usare per distruggermi quando sono in solitudine, l'altro conservato in una camera iperbarica, perfetto, da mostrare in pubblico.”
Come molte opere dell’autrice, anche Magnificat amour divide profondamente i lettori. C’è chi ne apprezza la potenza poetica e la coerenza stilistica, e chi lo trova eccessivo, ripetitivo o volutamente provocatorio. È un libro che non concede pause né spiegazioni, e che richiede una forte disponibilità emotiva da parte di chi legge. Magnificat amour è un romanzo estremo, denso e profondamente coerente con la poetica di Isabella Santacroce. Non è una lettura rassicurante né lineare, ma un’esperienza letteraria intensa che esplora l’amore come assoluto, mettendone in luce la dimensione sacrificale e distruttiva. Un libro consigliato a chi cerca una letteratura che non consola, ma ferisce e interroga ❤
Buona lettura ❤

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