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mercoledì 3 dicembre 2025

Recensione: "V.M. 18"- Isabella Santacroce

Buongiorno lettori ❤💔❤

Oggi parliamo del primo libro che ho letto di Isabella, il mio primo approccio senza conoscere l'immensità della sua scrittura. V.M.18, pubblicato nel 2007, è uno dei romanzi più controversi e radicali di Isabella Santacroce, autrice che ha sempre spinto la narrativa italiana verso territori estremi e profondamente emotivi. Con questo libro la scrittrice porta all’estremo la sua poetica del corpo e del dolore, costruendo una storia in cui sesso, ossessione, fragilità identitaria e alienazione si mescolano in un linguaggio visionario e violento ❤💔❤

La protagonista, Desdemona, che vive in una dimensione in cui corpo e dolore coincidono. Il romanzo ruota attorno al suo rapporto con la fisicità, con il desiderio come forma di dominio e autodistruzione, con un mondo che appare vuoto, artificiale, quasi chirurgico. V.M. 18 si svolge in un collegio femminile apparentemente rigido e rispettabile, un luogo costruito per custodire ordine e purezza. È qui che arriva Desdemona, quattordicenne dai modi impeccabili e dall’aspetto angelico, proveniente da una famiglia ricca e perbene. Ma la sua innocenza è solo una maschera: dentro di lei fermenta un desiderio di dominio, di trasgressione, di potere assoluto. Nel collegio, Desdemona incontra Cassandra e Animone, due ragazze della sua età che, dietro la facciata educata, nascondono già esperienze proibite e un’attrazione per tutto ciò che la moralità condanna. Le loro confidenze spalancano in Desdemona una porta già destinata a socchiudersi: la porta del Male, inteso non come colpa, ma come bellezza, libertà, forza creatrice. Sedotta da questa visione, Desdemona le elegge a sue discepole e dà vita al sodalizio delle Spietate Ninfette, un piccolo ordine segreto devoto alla trasgressione e al rovesciamento di ogni regola.

"Esistono attimi dalla sconcertante altezza, che nel terreno scendendo si conficcano sono bastoni affilati trattenuti dal pugno di chi li sta vivendo, e tormentandolo, diabolicamente lo sostengono.
Sentivo i secondi dilatarsi formando minuti insuperabili, e la mente li percorreva affaticandosi, senza mai scorger la vetta.
Divenivano montagne aspre e dalle rocce a spigolo, dove i miei piedi si ferivano nella pianta sanguinando: mi vedevo sola in mezzo a quella vastità in salita, col viso sferzato da violenti venti, e spinta dalla brama d'arrivare in cima per scorgerne la fine, m'arrampicavo come un ragno sulla ragnatela"

Da quel momento, le tre ragazze trasformano il collegio in un teatro di crudeltà. Dietro le mura dove si predica virtù e disciplina, loro agiscono con violenza, seduzione, inganno. Inventano sostanze dagli effetti devastanti, progettano riti perversi, manipolano insegnanti, allieve, custodi, e piegano tutti alla loro volontà con una freddezza quasi artistica. Nulla, per loro, ha valore se non il superamento dei limiti. E mentre il mondo degli adulti si rivela ipocrita e fragile, loro, giovani, feroci e prive di rimorsi, si sentono elevate a creature superiori, ammesse al culto di un’estetica estrema del Male.

Non c’è moralismo, e nemmeno redenzione: la Santacroce sceglie di mostrare il lato più crudo e convulso della contemporaneità, quello fatto di ipersessualizzazione, alienazione, ricerca frenetica di sensazioni estreme per colmare un vuoto emotivo che sembra incolmabile. Il tratto distintivo è, come sempre, la lingua. Qui la scrittura è ancora più radicale del solito: un flusso incandescente, barocco, corporeo, pieno di immagini violente e poeticissime. La Santacroce non “racconta” la disperazione: la fa vivere sulla pagina. Per alcuni è una prova di stile potentissima; per altri, un eccesso che soffoca la storia. Ma senz’altro è una scrittura unica nel panorama italiano ❤💔❤

Molti critici hanno definito V.M.18 un romanzo di “disturbo”, e in parte è vero: il libro non cerca di piacere. È fastidioso, a tratti insopportabile, spesso scioccante, ma è proprio in questa volontà di oltrepassare i limiti che trova il suo senso. La non vuole intrattenere: vuole smascherare. E il risultato è un’opera che riflette il vuoto emotivo e la violenza estetizzata di un’intera epoca. Non è un romanzo per tutti: chi cerca una trama ordinata, personaggi “positivi” o un messaggio rassicurante resterà deluso. Ma chi ama le scritture estreme, chi è disposto a confrontarsi con la materia oscura dell’identità e del desiderio, troverà in V.M.18 un testo magnetico, disturbante, impossibile da ignorare ❤💔❤

Buona lettura ❤💔❤

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