Buongiorno lettori ❤💔
continuiamo la nostra avventura nel mondo di Isabella Santacroce con Amorino.
Amorino è un romanzo che non cerca di piacere a tutti, e forse proprio per questo riesce a lasciare un segno profondo in chi accetta di entrarvi davvero. Ambientato in un piccolo villaggio inglese all’inizio del Novecento, il libro costruisce fin dalle prime pagine un’atmosfera cupa e sospesa, dove nulla è completamente innocente e ogni personaggio sembra portare con sé una colpa, un’ossessione o un segreto inconfessabile ❤💔
"Sono un diavolo, lo so, sono quello che non ero un’ora prima, e tra poco mi ribalterò di nuovo tutta, provando orrore rileggendomi. Ma è nell’orrore il misticismo, nella blasfemia la sua rivolta, e io rinascerò santa racchiusa dentro un’urna, perché solamente dalla terra delle atrocità sbocciano gli eletti."
La vicenda ruota attorno alle gemelle Albertina e Annetta Stevenson, giunte a Minster Lovell dopo la morte dei genitori. Il loro arrivo rompe un equilibrio solo apparente e le mette al centro di una comunità chiusa, permeata da una religiosità soffocante e da desideri repressi. Il coro della chiesa, chiamato “Amorino”, diventa il fulcro simbolico del romanzo: un luogo in cui sacro e profano si mescolano, e dove l’amore assume forme distorte, ossessive, talvolta inquietanti. Ciò che colpisce maggiormente è lo stile di Santacroce. La scrittura è intensa, lirica, spesso volutamente eccessiva. Non segue una narrazione lineare, ma procede per frammenti, voci diverse, immagini forti che sembrano più suggerire che spiegare. Il lettore non viene guidato con sicurezza: è costretto a perdersi, a sentirsi a disagio, a confrontarsi con una prosa che può risultare affascinante ma anche faticosa. È una scrittura che non concede tregua e che richiede attenzione e disponibilità emotiva ❤💔
"È un’opera di buio la luce, l’alba il riflesso del tramonto, e io mi arrampico all’immenso che è una briciola di pane, per raggiungere l’amore"
I temi affrontati sono complessi e disturbanti: l’amore come possesso, la follia, il senso di colpa, la sessualità repressa, il peso della religione. Nulla viene trattato in modo rassicurante. Santacroce scava nei lati più oscuri dell’animo umano, mostrando quanto facilmente il desiderio possa trasformarsi in ossessione e quanto il confine tra innocenza e perversione sia fragile.Proprio per queste caratteristiche, Amorino è un romanzo che divide. C’è chi lo considera un’opera potente e originale, capace di creare un mondo narrativo unico e perturbante, e chi invece lo giudica eccessivo, respingente o difficile da comprendere. È un libro che non si legge con leggerezza e che può risultare scomodo, ma è anche un testo che rimane nella memoria, grazie alla forza delle immagini e alla radicalità della sua voce ❤💔
In conclusione, Amorino non è una lettura per tutti, ma è un romanzo coerente con la poetica di Isabella Santacroce: estremo, visionario e profondamente emotivo. Più che raccontare una storia, invita il lettore a vivere un’esperienza, anche a costo di turbarlo. Ed è proprio in questa capacità di disturbare e far riflettere che risiede la sua forza ❤💔
Buon lavoro ❤💔

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