mercoledì 26 novembre 2025

Recensione: "Luminal"- Isabella Santacroce

 Buongiorno lettori❤💔

parliamo di Luminal, pubblicato da Isabella Santacroce nel 1998, è uno dei romanzi più iconici e controversi della narrativa italiana degli anni ’90. Considerato un testo di culto, rappresenta alla perfezione la poetica dell’autrice: una scrittura lirica e abrasiva, capace di raccontare senza filtri il lato più oscuro dell’esistenza. La storia di Bibiana e Demon, due adolescenti che vivono in una notte sospesa tra droghe, violenza, prostituzione e disperato bisogno d’amore, diventa un viaggio emotivo radicale, claustrofobico e visionario. Luminal non si legge: si attraversa. È un romanzo che sfida il lettore, lo disorienta, lo colpisce con immagini crude e insieme poeticissime, lasciando un segno profondo e inquieto ❤💔

Il romanzo si presenta come un viaggio dentro una notte che sembra non finire mai e che diventa metafora di un dolore più grande, più antico, quasi senza nome. Isabella Santacroce costruisce una storia che non procede per trama, ma per vertigini: due ragazze che vivono ai margini con un desiderio estremo di annullarsi o salvarsi, senza sapere bene quale delle due cose desiderino davvero ❤💔

"C'è questo specchio davanti che mi guarda sdoppiandomi e una doppia Demon pelle di fata e una doppia Demon pelle di fata che mangia Luminal sotto il tremolio delle lampadine impiccate la mia vita corre srotolandosi a terra si perde inondando".

La scrittura è il primo urto: lirica, incendiaria, scomposta, fatta di frasi che sembrano respirare, gemere, tremare. È uno stile che non chiede di essere capito, ma sentito: un flusso emotivo, quasi musicale, che porta il lettore dentro la mente e il corpo delle protagoniste. Non c’è distanza: tutto è vicino, pulsante, febbrile. C’è chi lo trova sublime, e chi lo percepisce come eccessivo, e forse ha ragione entrambi, perché Luminal vive negli eccessi, di eccessi. Il cuore del romanzo è la fratellanza disperata tra Bibiana e Demon: due ferite che si riconoscono, due anime che si reggono a vicenda mentre cercano una via d’uscita da un mondo che sembra averle già condannate. Non c’è sentimentalismo, non c’è moralismo: c’è solo l’urgenza di raccontare la sopravvivenza, la dipendenza, il desiderio di fuga come un rito quasi sacro e profanato insieme ❤💔

"Ancora un attimo donatemi il vostro ardore sacro microscopici fuochi assorbiti dallo schiarire del resto spegnetevi solo al mio dormire perché io vivo della vostra fiamma che nei sogni porto in una notte eterna."

Santacroce non offre redenzione, e questo è uno dei motivi per cui Luminal rimane così impresso. La notte attraversata dalle due protagoniste diventa una discesa nell’abisso, ma anche un atto di estrema sincerità sulla fragilità e la violenza dell’esistenza. È un libro che ferisce, ma che ferisce con bellezza. Non è un romanzo per tutti. Chi cerca una storia lineare o rassicurante resterà spiazzato; chi ama la scrittura tradizionale potrà sentirsi respinto. Ma chi è disposto a lasciarsi trascinare nel suo buio elettrico troverà un’opera unica, disturbante e poetica come poche altre nell’ultima narrativa italiana ❤💔



In fondo, Luminal è questo: una notte che si legge con la gola, non con gli occhi, e che continua a pulsare anche dopo l’ultima pagina.

Buona lettura ❤💔

Recensione: "Supernova"- Isabella Santacroce

Buongiorno lettori, 

oggi parliamo di un altro libro di Isabella: Supernova❤💔

Leggere Supernova significa entrare in un territorio emotivo dove tutto brucia: la bellezza, la crudeltà, l’innocenza che si sfalda troppo presto. È un romanzo che non si limita a raccontare una storia: ti trascina dentro un vortice in cui i sentimenti arrivano senza filtri, diretti, quasi feroci.

"Hai mai sofferto così tanto da piegare il tuo cuore? Io sì, l’ho visto in ginocchio, chiedermi aiuto."

La vicenda ruota attorno a tre adolescenti , Divna, Dorothy e Thomas, ognuno con la propria crepa, ognuno con un modo diverso di tentare di sopravvivere. Santacroce non ammorbidisce nulla: l’adolescenza non è un giardino di promesse, ma un luogo dove si inciampa, dove si cade spesso, dove si cerca disperatamente una forma d’amore che sia finalmente accogliente. E proprio questa mancanza di compromessi rende Supernova così vivo: non è un romanzo che cerca di piacere, ma un romanzo che pretende di essere sentito ❤💔

La scrittura è forse il tratto più caratteristico. Non è lineare, non è “ordinata”: ha il ritmo delle emozioni, non quello della sintassi. Frasi spezzate, immagini che lampeggiano come neon nella notte, parole che sembrano uscire direttamente dal petto dei personaggi. A volte è una poesia ferita, a volte un pugno che toglie il fiato. Ci si può trovare disorientati, ma è un disorientamento voluto: la forma stessa del testo imita lo stato emotivo dei protagonisti ❤💔

"Il corpo è la casa del tempo, dentro di lui muoiono gli anni, e con loro noi stessi. Amavo davvero una volta, le speranze erano sogni nei quali credevo, ho lasciato mi rubassero tutto, non mi sono difesa. Ora ho un cuore in rovina, ma sulle sue macerie, ho costruito il mio impero."

C’è chi lo troverà eccessivo, troppo crudo o troppo carico. Ed è vero: Supernova non è un libro “per tutti”. La violenza, l’abbandono, il desiderio di sparire e allo stesso tempo di essere visti sono temi che Santacroce non addolcisce mai. Ma proprio questo lo rende così particolare: è un romanzo che ha il coraggio di guardare dove di solito distogliamo lo sguardo. Alla fine, quello che resta è una sensazione strana, quasi una scia luminosa dopo un’esplosione. Un misto di tristezza, lucidità e bellezza ruvida. E forse il senso del titolo sta proprio qui: esplodere come fa una supernova, per un attimo accecante, poi silenziosa, ma impossibile da dimenticare ❤💔

"Era splendida la notte, il cielo sembrava una stanza infinita, la luna il suo lampadario, enorme.
E noi sue stelle inconsapevoli di esserne una sola, una grande stella, che sempre esplode.
Luminoso più di una galassia, il nostro cuore, era una supernova."

Supernova è uno di quei libri che o si amano o si detestano.
Chi cerca intensità emotiva e una scrittura poetica troverà un romanzo travolgente; chi preferisce chiarezza narrativa e delicatezza rischia di sentirsi respinto 
❤💔

Buona lettura ❤💔

martedì 25 novembre 2025

Recensione: "Lovers"- Isabella Santacroce

Buongiorno lettori ❤💔

parliamo ancora di Isabella Santacroce e parliamo in particolare di Lovers

Lovers è uno dei romanzi più radicali e affilati dell'autrice, un testo che non parla d’amore, ma dell’impossibilità stessa di amare. È un libro che attraversa la relazione di coppia come si attraverserebbe un campo minato: ogni passo può essere un’esplosione, ogni parola una ferita. Lovers racconta la storia di una giovane donna immersa in una relazione intensa, totalizzante e spesso autodistruttiva. La protagonista vive l’amore come un’esperienza assoluta, dove desiderio, passione e ossessione si mescolano in modo inestricabile. Non si tratta di un romanzo convenzionale: la narrazione si concentra sulle emozioni, sui pensieri e sulle tensioni interiori della protagonista, più che su eventi esterni ❤💔

"Virginia viveva nel fondo del cuore.

Nel fondo del cuore respirava.
Una notte dalla sua stanza dalla finestra sul cielo
guardo' la sua stella migliore.
Compiva diciott'anni il giorno a venire.
Diciot'anni in quell'estate da ricordare.
Nell'aria costellazioni come fuochi sospesi.
Morbide labbra contro la luna.
Non sapeva sarebbe diventata principessa da amare
e guardava la notte cadere.
Allontanò il sonno. profondità del tempo davanti.
Ciò che poteva. Cose di ore.
Lei che sbocciava.
Lei come un fiore."

Attraverso una scrittura frammentata, poetica e a tratti dolorosa, Santacroce esplora i lati estremi dell’amore: la devozione totale, la dipendenza affettiva, l’incapacità di separarsi dall’altro, e il conflitto tra il bisogno di vicinanza e il timore della perdita. L’intensità emotiva diventa il vero motore del romanzo, rendendo Lovers un ritratto di passione, vulnerabilità e fragilità umana. L'autrice non costruisce un racconto, costruisce una tensione: quella tra il desiderio di fusione e la certezza che ogni fusione è destinata a rompere, a diventare perdita, a diventare mancanza. La voce narrante è consapevole, tagliente, affamata. Parla dell’amore come di una dipendenza, un’ossessione calma che divora dall’interno. Non c’è alcun romanticismo nel mondo di Lovers: tutto ciò che potrebbe essere dolcezza viene immediatamente bruciato, lasciando solo la crudeltà del bisogno. Eppure, proprio in questa crudeltà, nella sua semplicità brutale, si trova una verità difficile da ammettere: amare significa esporsi, lacerarsi, consegnarsi totalmente all’altro ❤💔

Lo stile della Santacroce qui è puro, essenziale, spietatamente musicale. Ogni frase sembra una lama affondata con precisione chirurgica. Non c’è dispersione, non ci sono voli visionari: Lovers è un romanzo composto quasi esclusivamente di intensità. Sembra che l’autrice abbia voluto eliminare tutto ciò che è superfluo per lasciare solo la materia bruciante dell’emozione nuda. È una scrittura che non accarezza mai; al massimo, accarezza come si accarezza una ferita: per verificare se fa ancora male ❤💔

Rispetto a romanzi come Revolver o Zoo, Lovers ha un fuoco diverso. Non racconta una storia di formazione, né una caduta, né una fuga. Racconta uno stato: quello in cui l’amore diventa una sorta di religione privata, un altare su cui si sacrifica ogni parte di sé. La protagonista vive il sentimento con una devozione febbrile, assoluta, totalizzante, come se senza l’altro non esistesse nemmeno lo spazio per respirare. È proprio questa assolutezza a rendere il romanzo così intenso: non ci sono mezze misure, non c’è prudenza emotiva. Chi legge si trova travolto da un fiume che non permette appigli ❤💔 




Eppure, in mezzo a questa intensità, c’è una delicatezza sotterranea. Una fragilità che pulsa, silenziosa, tra le righe. Perché Lovers non è solo il racconto dell’amore che distrugge: è anche il racconto dell’essere umano che, pur sapendo quanto farà male, continua a tendere le mani verso l’altro. Perché non può farne a meno. Perché amare è un istinto, non una scelta. Lovers è un romanzo breve, ma lascia una traccia lunga. Non è un libro che consola: è un libro che apre, che pulsa, che rimane. È un viaggio nell’amore estremo, quello che non salva, ma che comunque sostiene. Quello che non guarisce, ma che almeno fa sentire vivi.

Buona lettura❤💔