sabato 11 ottobre 2025

Recensione: "Dorian"- Rebecca Mazzarella

 Buongiorno lettori ❤🔮

oggi parliamo del primo libro di una trilogia scritta da un'autrice self in cui mi sono imbattuta sul Booktok e che mi ha convinto subito. Rebecca Mazzarella è una scrittrice italiana, nota per opere che si collocano fra il fantasy, il gotico, il romance e i retelling. Il mio primo approccio è stato proprio verso questa trilogia: Dorian (tra cui Dorian ‒ Il teatro degli inganni e Dorian ‒ L’amore immortale).

E' un retelling sulla famosissima opera di Wilde Il ritratto di Dorian Grey che unisce mistero, emozione e riflessione, riuscendo a catturare il lettore fin dalle prime pagine. Ambientato in una Venezia gotica e affascinante, il libro mescola elementi di fantasy, romance e introspezione psicologica, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. La protagonista, Victoria, è una ragazza che si ritrova coinvolta in un mondo oscuro e seducente, pieno di segreti, passioni e paure. La sua vita cambia quando incontra Dorian, una figura enigmatica che nasconde un passato tormentato. Il loro rapporto, intenso e complesso, diventa il cuore della storia: un legame che oscilla tra amore e pericolo, desiderio e redenzione ❤🔮



L'autrice ha costruito i personaggi con grande cura: Victoria non è una semplice eroina romantica, ma una giovane donna in cerca di sé stessa, divisa tra ciò che è giusto e ciò che desidera. Dorian, invece, rappresenta la parte più oscura e misteriosa dell’animo umano, ma anche la possibilità del cambiamento. Il lettore si trova così immerso in un continuo gioco di luce e ombra, dove niente è davvero come sembra ❤🔮

"Quando siamo insieme il mondo scompare del tutto, è come se ci fossimo io e lui. Il mio paradiso personale"

Uno degli aspetti più belli del romanzo è lo stile narrativo. La scrittura è poetica e visiva, capace di far “vedere” le scene come se fossero un film. Le descrizioni di Venezia, con i suoi canali, la nebbia e i palazzi antichi, creano un’ambientazione suggestiva che amplifica il fascino e il mistero della trama. Dal punto di vista tematico, Dorian affronta questioni profonde: la ricerca dell’identità, la redenzione, il potere dell’amore e della memoria. Ma, al tempo stesso, è anche una riflessione sull’ambizione umana e sul prezzo delle scelte ❤🔮

Naturalmente, ci sono anche alcuni punti in cui mi sono arenata: in alcuni passaggi la trama diventa molto intricata, e la ricchezza di dettagli rallenta un po’ il ritmo. Tuttavia, la forza emotiva dei personaggi e la storia misteriosa, romantica e carica di emozione, vi trascineranno in un vortice di domande e di desiderio di scoperta ma anche a chi cerca un libro che faccia pensare. Il finale aperto vi farà desiderare di continuare la saga!

Ps COPERTINA WOW😍

Buona lettura ❤🔮

Recensione: "Le uova fatali"- Michail Bulgakov

Buongiorno lettori ❤📙

continuiamo il nostro viaggio nella letteratura russa con un altro romanzo breve,  scritto sempre da Michail Bulgakov nel 1924, uno dei primi grandi esempi della sua narrativa satirica e fantastica. Come in Cuore di cane, anche qui l’autore unisce ironia, fantascienza e critica sociale, raccontando una storia che, dietro la facciata comica e assurda, nasconde una profonda riflessione sulla scienza, sul potere e sull’uomo moderno. Mi è piaciuto leggermente meno di Cuore di Cane, ma comunque si presenta come un romanzo straordinariamente moderno, che riflette sull’uso irresponsabile del progresso, sull’ambizione umana di giocare a fare Dio e sulla tragicommedia della politica ❤📙

“L’uomo non deve giocare con la natura: prima o poi, la natura si vendica.”

La vicenda è ambientata nella Russia sovietica degli anni Venti. Il protagonista è il professor Persikov, uno zoologo geniale e un po’ bizzarro, che scopre casualmente un misterioso raggio rosso capace di accelerare la vita: se esposto a questo raggio, qualunque uovo si sviluppa in modo rapidissimo, generando creature enormi e aggressive. L’esperimento di Persikov, però, sfugge di mano quando il governo decide di usare la sua scoperta per risolvere una crisi alimentare nazionale, ordinando di far schiudere con quel raggio delle uova di gallina per aumentare la produzione di polli. Ma per errore, o per incompetenza burocratica, le uova giuste vengono sostituite con uova di rettili tropicali, e il risultato è catastrofico: Mosca viene invasa da mostri giganteschi e distruttivi ❤📙

“Le scoperte non appartengono mai solo a chi le fa, ma a chi le usa.”

Dietro questa trama surreale e a tratti comica, Bulgakov costruisce una satira feroce contro la burocrazia sovietica e contro l’ottimismo cieco della scienza quando è asservita al potere politico. Il romanzo mostra come la mancanza di responsabilità e il desiderio di “controllare la natura” possano portare a conseguenze disastrose. Il professor Persikov, pur essendo un uomo di scienza sincero e appassionato, rappresenta anche il limite dell’intellettuale isolato, incapace di prevedere come la sua scoperta verrà usata. La sua figura ricorda quella di molti scienziati della letteratura moderna, come Frankenstein o Moreau, e fa riflettere su una domanda: fin dove può spingersi la scienza senza distruggere ciò che vuole migliorare? ❤📙


Lo stile di Bulgakov è brillante, vivace, ironico. L’autore alterna toni grotteschi a momenti di autentico terrore, costruendo una parabola che si può leggere sia come un racc
onto di fantascienza che come una critica del fanatismo ideologico. Il finale, amaro e beffardo, lascia un senso di disillusione: la Russia post-rivoluzionaria che voleva “ricreare il mondo” finisce sommersa dalle sue stesse “creature”. Con la sua ironia tagliente, Bulgakov ci ricorda che ogni grande invenzione, se guidata dall’avidità o dall’ignoranza, può diventare una minaccia per l’uomo stesso.

Buona lettura❤📙


venerdì 10 ottobre 2025

Recensione: "Le intermittenze della morte"- José Saramago

Buongiorno, 

oggi recensiamo una chicca. Secondo voi cosa succederebbe se la morte decidesse di prendersi una pausa? Non è l’inizio di una favola, ma di una riflessione pungente e surreale sul senso della vita, della fede e del potere. Con il suo stile inconfondibile, periodi lunghi, ironia sottile e un tocco filosofico, Saramago ci porta in un mondo dove l’assenza della morte genera caos, egoismi e domande scomode 💕📒

«La morte, diventata donna, imparò che l’amore può fermare perfino l’inevitabile.»

Saramago parte da un’idea assurda e geniale e la trasforma in una riflessione potente sulla condizione umana. La morte, una figura impersonale ma metodica, improvvisamente si ferma. Non più falce e buio eterno, ma silenzio. Le persone continuano a invecchiare, a soffrire, ma non muoiono. Nessuno sa perché. E da lì si scatena il caos. Politici, religiosi, famiglie e medici reagiscono in modi molto diversi, spesso egoistici. Senza la morte, le strutture sociali iniziano a collassare: gli ospedali si riempiono di corpi vivi ma vuoti, le assicurazioni non sanno più cosa fare, e perfino la chiesa, privata della resurrezione, entra in crisi. L’immortalità, anziché liberare l’essere umano, lo imprigiona in una lunga agonia 💕📒

"Perfino la chiesa tremò: senza morte, non c’è resurrezione. E senza resurrezione, niente fede."

Nella seconda parte del romanzo, però, la morte prende forma umana. Si fa carne, coscienza, sentimento. E proprio quando sembra che tutto sia ormai paradossale, arriva la svolta più umana: la morte scopre di poter provare qualcosa. Sì, anche lei. E a quel punto il libro si apre a una riflessione sulla compassione, sull’amore, sul libero arbitrio in modo del tutto inaspettato 💕📒



Lo stile di Saramago è, come sempre, unico: frasi lunghissime, punteggiatura non convenzionale, dialoghi che scorrono dentro la narrazione come pensieri. All’inizio può spiazzare, ma se vi lasciate andare al suo ritmo, diventa ipnotico. A volte ironico, a volte tagliente, sempre lucido. Questo libro non parla solo della morte, ma della vita e del fatto che la fine, per quanto dolorosa, è ciò che dà senso al tempo che abbiamo. E che forse, se davvero avessimo l’eternità davanti, smetteremmo di capire cosa vuol dire vivere davvero. Non è una lettura leggera, ma è una lettura necessaria. Profonda, provocatoria, originale. Un piccolo capolavoro di pensiero travestito da romanzo surreale.

Buona lettura💕📒


Recensione: " Cuore di cane"- Michail Bulgakov

 Buongiorno lettori 💕📘

oggi facciamo un tuffo nella letteratura russa con questo romanzo satirico scritto da Michail Bulgakov nel 1925, durante i primi anni dell’Unione Sovietica. È un racconto breve ma estremamente denso, che unisce fantascienza, ironia e critica sociale, offrendo una riflessione pungente sulla natura umana e sulla società sovietica del tempo. Io l'ho adorato!💕📘

La storia ha come protagonista il professor Preobraženskij, un celebre chirurgo di Mosca che compie un esperimento audace: trapianta gli organi di un uomo, precisamente l’ipofisi e i testicoli di un ubriacone, nel corpo di un cane randagio, chiamato Šarik. Il risultato è sorprendente e inquietante: il cane si trasforma gradualmente in un essere umano, Šarikov, ma invece di diventare una creatura migliore e più evoluta, diventa volgare, aggressivo e moralmente corrotto.

"Da un cane si può fare un uomo, ma non un cittadino.”
“L’uomo, caro mio, si distingue dal cane non per l’uso della parola, ma per la capacità di controllarsi.”


Attraverso questa metamorfosi grottesca, Bulgakov costruisce una satira feroce del nuovo uomo sovietico, che il regime comunista dell’epoca voleva “creare” eliminando le differenze di classe. Šarikov rappresenta infatti un uomo privo di educazione e di valori, ma convinto di essere nel giusto, simbolo della rozzezza e dell’opportunismo che si diffondevano nella società post-rivoluzionaria 💕📘

Il professor Preobraženskij, invece, incarna la vecchia intellighenzia borghese, colta e razionale, ma anche arrogante e distaccata, incapace di comprendere pienamente le conseguenze etiche delle proprie azioni. Il conflitto tra scienza e morale, tra progresso e disumanizzazione, è uno dei temi centrali del romanzo. Bulgakov utilizza uno stile vivace, ironico e a tratti grottesco, mescolando realismo e paradosso. La trasformazione del cane in uomo è narrata con un tono quasi comico, ma sotto la superficie si nasconde una profonda riflessione sul limite dell’intervento umano nella natura e sulla perdita di umanità in una società che cerca di “plasmare” l’essere umano secondo ideologie rigide 💕📘

 “Il cuore dell’uomo è un mistero che nessun bisturi può aprire.”

Non sorprende che Cuore di cane sia stato censurato in Unione Sovietica e pubblicato integralmente solo molti anni dopo la morte dell’autore. È un’opera che denuncia, con intelligenza e sarcasmo, i pericoli del totalitarismo e dell’utopia politica, è un racconto brillante e inquietante, capace di far riflettere sul rapporto tra scienza, etica e potere: attraverso il destino di Šarikov, Bulgakov ci mostra che non basta cambiare il corpo o la società per migliorare l’uomo: il vero cambiamento deve nascere dal cuore e dalla coscienza.

Buona lettura💕📘


Recensione: "La lettera scarlatta"- Nathaniel Hawthorne

 Buongiorno lettori, 

continuiamo la nostra avventura nel classici e oggi parliamo di questo classico della letteratura americana scritto da Nathaniel Hawthorne e pubblicato nel 1850. Ambientato nel XVII secolo, nella rigida società puritana del New England, il romanzo affronta temi profondi come il peccato, la colpa, l’ipocrisia e la forza morale dell’essere umano 📙❤

 “Sii vera! Sii vera! Sii vera! Mostra liberamente al mondo ciò che sei.”

La protagonista, Hester Prynne, è una giovane donna accusata di adulterio dopo aver avuto una bambina, Pearl, da un uomo la cui identità resta inizialmente segreta. Come punizione, è costretta a portare sul petto una “A” scarlatta, simbolo del suo peccato (“Adultera”), che la condanna all’emarginazione sociale. Tuttavia, invece di lasciarsi piegare dall’umiliazione, Hester affronta la vergogna con coraggio e dignità, diventando una figura di forza e indipendenza in un mondo dominato dal giudizio e dall’ipocrisia.



L’uomo con cui ha avuto la relazione, il reverendo Dimmesdale, è invece dilaniato dal senso di colpa e dall’incapacità di confessare pubblicamente la verità. Questo contrasto tra i due personaggi rappresenta uno dei punti centrali del romanzo: Hester affronta apertamente il suo peccato e ne esce più forte, mentre Dimmesdale, che lo nasconde, ne viene consumato interiormente 📙❤

“Nessun uomo, per quanto santo, può sapere di cosa è capace finché non è tentato.”

Un altro personaggio importante è Roger Chillingworth, il marito di Hester, che torna in città sotto mentite spoglie per vendicarsi dell’uomo che gli ha “rubato” la moglie. Il suo desiderio di vendetta lo trasforma in una figura oscura, simbolo dell’odio che corrode l’animo umano. Lo stile di Hawthorne è ricco e simbolico. La lettera scarlatta stessa assume significati diversi nel corso del romanzo: da simbolo di vergogna diventa emblema di forza, compassione e identità. Attraverso questa storia, lo scrittore critica duramente la morale puritana e l’ipocrisia di una società che si nasconde dietro la religione per giudicare e punire.

“La colpa è una cosa terribile. Può consumare il cuore di un uomo più del fuoco o della malattia.”

La lettera scarlatta è un romanzo potente e attuale, che parla del coraggio di essere sé stessi, della libertà femminile e della complessità del giudizio morale. Hester Prynne emerge come una delle figure femminili più forti della letteratura dell’Ottocento, capace di trasformare la vergogna in un simbolo di dignità 📙❤

Buona lettura📙❤

giovedì 9 ottobre 2025

Recensione: " Norwegian Wood"- Haruki Murakami


Buongiorno lettori ❤📒

oggi ci immergiamo un pò nella letteratura giapponese con Murakami. Questo libro è stato uno dei miei primi approcci alla letteratura giapponese, se non si considerano i vari libri sui piccoli negozi e le librerie classiche giapponesi che hanno quel  fascino esotico del Sol Levante, ma che dicono sempre le stesse ovvietà esistenziali ❤📒


Norwegian Wood è uno di quei libri che ti rimangono addosso per giorni, anche dopo averlo finito. Murakami racconta una storia semplice, ma piena di emozioni sottili e malinconiche. Il protagonista, Toru Watanabe, è uno studente universitario che vive a Tokyo alla fine degli anni '60. La sua vita cambia quando si ritrova coinvolto in un complicato intreccio di sentimenti tra due ragazze molto diverse: Naoko, fragile e segnata da un dolore profondo, e Midori, vivace e piena di vita ❤📒

  "Naoko è come un fiore bellissimo ma troppo delicato per sopravvivere."

Il romanzo parla soprattutto di amore, perdita e crescita personale. L'autore descrive con delicatezza la difficoltà di diventare adulti e di trovare un senso in un mondo che spesso sembra vuoto. Non ci sono grandi eventi o colpi di scena: tutto è raccontato in modo calmo, introspettivo, quasi musicale. È un libro che ti fa entrare nei pensieri del protagonista, facendoti sentire la sua solitudine e il suo desiderio di capire se stesso e gli altri. Uno degli aspetti più riusciti del libro è lo stile di Murakami, semplice ma evocativo, capace di trasmettere con poche parole emozioni complesse. La musica, in particolare la canzone dei Beatles “Norwegian Wood”, permea l’atmosfera del romanzo, diventando quasi una colonna sonora emotiva che accompagna i personaggi nei loro momenti più

cruciali ❤📒

Nonostante tutto questo però, in alcune scene, il ritmo è troppo lento e quasi pesante. Ci sono dialoghi lunghi e momenti in cui sembra che non succeda nulla: tutto resta sospeso, come se l'autore volesse farci sentire la malinconia dei personaggi ma esagerasse un po'. Anche alcune scene più intime risultano forzate o poco naturali, come se fossero inserite per scioccare o creare un'atmosfera "strana", ma senza un vero scopo narrativo, soprattutto una delle ultime che non ha avuto veramente senso e non ha apportato nessuna aggiunta alla narrazione.


Buona lettura❤📒

Recensione: " #3 La Corona di ossa"- Jennifer Armentrout

 Buongiorno lettori 💕📘

Se avete letto i primi due libri della saga, sapete già che non stiamo parlando di una storiella tranquilla. La corona di ossa è un bel mattoncino (oltre 700 pagine!) pieno zeppo di rivelazioni, politica, battaglie, e ovviamente tanto dramma e tensione romantica. 

Devo essere sincera: questo libro è stata una vera fatica. Dopo i primi due volumi, che almeno avevano un buon ritmo e qualche colpo di scena interessante, La corona di ossa rallenta e non poco. Per lunghi tratti sembra più un manuale sul lore di Atlantia che un romanzo fantasy. Pagine e pagine di spiegazioni, dialoghi infiniti in cui i personaggi parlano e parlano ma non succede praticamente nulla. A tratti sembra quasi che l’autrice si stia “arrampicando” per allungare la storia 💕📘

"Non può esserci uguaglianza nel potere se non c’è scelta."

Poppy, che nei libri precedenti era interessante e in evoluzione, qui rischia di diventare una caricatura: onnipotente, perfetta, con risposte per tutto e questo la rende meno credibile e meno coinvolgente. Il suo legame con Casteel è sempre lo stesso copione: battutine, tensione sessuale, scene spicy messe nei momenti più improbabili. Capisco che la componente romantica sia parte del pacchetto, ma qui è davvero troppo forzata 💕📘


Trama assente ed è un peccato perché era un libro che avrebbe potuto dire tanto, ma si perde nei suoi stessi dettagli. Piacerà ai fan sfegatati della serie, ma se cercate una storia fantasy coinvolgente e ben ritmata, forse è meglio guardare altrove.

Buona lettura💕📘

Recensione: "Il grande Gasby"- F. Scott Fitzgerald

 Buongiorno lettori, 

oggi vi porto la recensione di un classico della letteratura, Il grande Gatsby pubblicato nel 1925, è  infatti uno dei romanzi più celebri della letteratura americana del Novecento 💕📕

Il romanzo è narrato da Nick Carraway, un giovane del Midwest che si trasferisce a West Egg, Long Island, per lavorare nella finanza. Il suo vicino è il misterioso Jay Gatsby, un uomo ricchissimo che organizza feste grandiose nella speranza di rivedere Daisy Buchanan, la donna che ama da anni e che ora è sposata con Tom Buchanan 💕📕
Dietro il lusso e la vitalità apparente si nasconde però un mondo corrotto e vuoto, in cui il sogno di Gatsby si infrange contro la realtà e l’ipocrisia della società che lo circonda 
💕📕

"Continuiamo a remare, controcorrente, spinti inesorabilmente verso il passato"

Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald è uno di quei libri che ti fanno riflettere molto più di quanto ti aspetti. All’inizio sembra solo una storia di feste, ricchezza e amori complicati nella New York degli anni ’20, ma andando avanti capisci che c’è molto di più. Il protagonista, Jay Gatsby, è un uomo misterioso che ha costruito la sua fortuna solo per riconquistare la donna che ama, Daisy. È romantico, ma anche un po’ triste, perché ci si rende conto che vive inseguendo un sogno impossibile 💕📕

"Tutti sembrano poter raggiungere la felicità, ma sotto la superficie ci sono solo menzogne e corruzione"



Quello che mi ha colpito di più è il contrasto tra tutto il lusso, i party e la vita esagerata dei personaggi, e il vuoto che si nasconde dietro. Tutti sembrano avere tutto, ma in realtà nessuno è felice. Gatsby, che sembra avere il mondo ai suoi piedi, è forse il più solo di tutti. Fitzgerald scrive in modo elegante ma scorrevole, e riesce a farti entrare perfettamente nell’atmosfera dell’epoca. Alla fine ti lascia con un senso di malinconia, come se ti rendessi conto che a volte i sogni, anche i più belli, non si avverano. E' un romanzo che parla di amore, illusioni e della ricerca di qualcosa che forse non esiste più. È un libro che fa pensare, ma anche uno di quelli che rimangono impressi per il loro fascino e la loro tristezza.

Buona lettura 💕📕

mercoledì 8 ottobre 2025

Recensione: "#4 La corona di fiamme e argento"- Sarah J.Maas

 Buongiorno lettori ❤💕📕

concludiamo momentaneamente il discorso Acotar, Acomaf ecc. con il 4 volume della saga che in realtà è più uno spin-off su uno dei suoi personaggi forse più odiati (ma che a me piace veramente tanto) 💕📘

Se pensate di leggere un libro pieno di azione, guerra, creature magiche e drammi in stile epico vi sbagliate perché qui il tono cambia. Questo volume è molto più intimo, emotivo e personale, e ruota tutto attorno a Nesta: la sorella di Feyre, burbera, meschina e fredda. In questo libro abbiamo la possibilità di vedere la vera lei: ferita, arrabbiata, stanca e sola, Nesta è un personaggio difficile da amare, ma impossibile da ignorare.

“Qualunque cosa tu debba lanciarmi contro, posso sopportarla. Non mi spezzerò.”

Nesta è chiusa, dura, quasi cattiva con chi la ama. Ma poi sotto capirete che c’è un dolore enorme, un trauma mai risolto. E il suo percorso è fatto di fatica vera: allenamento, rabbia, crolli emotivi e poi piccole risalite ed è realistico, anche se ambientato in un mondo fantasy. Mi è piaciuto il fatto che l’autrice non l’abbia “addolcita” per renderla simpatica. Nesta resta complicata fino alla fine, ma cresce, guarisce (un po’), trova forza in se stessa e nelle donne che le stanno accanto 💕📘

“Così Nesta era diventata un lupo. Si era armata di denti e artigli invisibili…
Ma quando era arrivato il momento di mettere da parte il lupo, aveva scoperto che l’aveva divorata anche lui.”

Cassian è un ottimo contrappeso a Nesta: è forte, diretto, paziente, ma anche divertente e profondamente leale. I loro dialoghi sono spesso un mix di scontro e attrazione, e diciamocelo la tensione tra i due si taglia col coltello. E sì, ci sono scene molto spicy. Se non vi piacciono i momenti hot, preparatevi, perché ce ne sono parecchi e sono intensi 💕📘



A livello di trama esterna (politica, minacce, guerra), succede qualcosa, ma resta molto in secondo piano. Il vero cuore del libro è il viaggio interiore di Nesta: è lei il campo di battaglia. Quindi se cercate azione o ritmo veloce, potreste trovare il libro troppo “introspettivo”. Però ci sono anche momenti di sorellanza bellissimi, una Casa del Vento che sembra viva (letteralmente), e un percorso di crescita che parla anche di depressione, guarigione e accettazione.

La corte di fiamme e argento è diverso dagli altri libri della saga, ma per me è un tassello necessario. È un romanzo più adulto, più crudo, meno perfetto e molto più umano.

Buona lettura 💕📘


Recensione: "#2 Regno di Carne e Fuoco"- Jennifer Armentrout

 Buongiorno lettori,

torniamo a parlare di una saga lunghissimaaaaa...che non mi ha lasciato proprio niente se non una grande confusione ❤📙

Ritroviamo la nostra Poppy (o Penellaphe) la quale scopre che quasi tutto in cui credeva è una menzogna, anche l’uomo che ama: Casteel Da’Neer, colui che ha molti nomi e sfumature, è al centro di segreti, ambiguità e conflitti morali. Poppy viene spinta a scegliere da che parte stare: continuare a ribellarsi contro le imposizioni oppure collaborare, perché ha bisogno di Casteel per ritrovare suo fratello Ian e anche per capire cosa sta succedendo ad Atlantia e nel mondo intorno a lei. Nel frattempo, il regno è scosso da tensioni: gli Atlantiani iniziano a dubitare, stanno nascendo ribellioni, i “Caduti” la vogliono morta, i Wolven mostrano segni di imprevedibilità, e Poppy sta scoprendo che la sua capacità di percepire emozioni altrui, e di portare il dolore altrui, la rende potente, ma anche pericolosa agli occhi della tirannia ❤📙

"È stata la prima cosa che abbia mai scelto veramente per me stessa."

Dopo il finale del primo libro (Sangue e cenere), ero super curiosa di vedere cosa sarebbe successo tra Poppy e Casteel (sì, “Hawke”, per chi ha letto il primo). E se pensavate che la situazione fosse già complicata… beh, in questo libro è il caos totale: promesse, segreti, tensioni politiche, creature pericolose e un sacco di “ma posso fidarmi davvero?” ❤📙

"Il tuo cuore, Poppy? È un dono che non merito. Ma è uno che proteggerò fino all’ultimo respiro."

Lo dico subito: questo libro mi ha deluso più di quanto pensassi. Dopo un primo volume che, con tutti i suoi difetti, almeno mi aveva tenuta sveglia per scoprire cosa succedeva, qui ho fatto veramente fatica ad arrivare in fondo. Il grosso del libro sembra fatto di dialoghi infiniti, riflessioni interiori che si ripetono e scene che non portano avanti la trama. Poppy pensa tantissimo, troppo, e spesso si perde in circoli viziosi mentali. A un certo punto mi sono detta: “Sì, ok, hai dei dubbi, ma possiamo andare avanti per favore?!”. La parte d’azione è poca e arriva molto tardi. Inoltre il rapporto tra Poppy e Casteel, che nel primo libro era pieno di tensione e mistero, qui si trasforma in una relazione fatta di troppe battute forzate, ripetitive, e dialoghi che sembrano copiati da una fanfiction. Il loro tira e molla non mi ha convinta, sembrava quasi che stessero recitando. In più, le scene romantiche (e spicy) sono tante, ma dopo un po’ diventano prevedibili e un po’ tutte uguali. Zero effetto wow ❤📙



Per finire ci sono un sacco di informazioni nuove, regni, creature, leggende, poteri, ma vengono buttate dentro a raffica, senza una vera costruzione solida. A tratti non capivo più chi era chi, chi combatteva contro chi, o perché certi dettagli fossero importanti. Non è che Regno di carne e fuoco sia totalmente da buttare: ci sono momenti carini, un paio di rivelazioni interessanti, e il finale un po’ risolleva la tensione. Ma rispetto alle aspettative (e all’hype intorno alla saga), mi ha lasciata con poco coinvolgimento e tanta frustrazione.

Buona lettura❤📙

martedì 7 ottobre 2025

Recensione: "#3 La corte di ali e rovina- Sarah J.Maas

 Buongiorno❤💕📘

eccoci al terzo volume della saga.

La corte di ali e rovina è il terzo volume della saga A Court of Thorns and Roses, ed è quello che porta allo scontro finale: guerra, tradimenti, alleanze che si formano e si disfano, e Feyre che deve decidere da che parte stare, fino al punto di rottura. L’autrice non risparmia niente: lo scenario è più vasto, il mondo si espande ancora (nuove corti, nuovi ruoli, nuove responsabilità) e il peso della posta in gioco è grande. Feyre non è più solo la ragazza che subisce: è al centro delle operazioni, con tutto ciò che questo comporta: ripercussioni emotive, dubbi, senso di colpa, ma anche forza e leadership ❤💕📘



Ho apprezzato sicuramente il worldbuilding perchè ogni corte ha la sua atmosfera, le sue regole, e si respira davvero l’aria di un mondo fantasy vivo. Un altro punto a favore è che Feyre non è perfetta, e questo la rende più vera. Fa scelte difficili, sbaglia, si prende responsabilità. Inoltre ho apprezzato la tensione emotiva e alleanze che non si sa mai se valgono e se durano, e quel senso di “qualcosa può andare storto da un momento all’altro” funziona ❤💕📘

"Non mi spezzeranno. E se lo faranno… mi ricostruirò pezzo dopo pezzo."

Tuttavia la prima parte è lenta. Ci sono pagine e pagine in cui succede poco e si parla tanto. Interessante, ma a tratti faticoso. Il finale è bello, sì, ma forse troppo "comodo" (I'm a drama queen👀). Diciamo che dopo tutta la costruzione epica, mi aspettavo qualcosa di più spiazzante. Alcuni personaggi secondari, come Nesta (e qui andrò controcorrente👀) mi hanno sorpresa più del previsto. 

"Ti ho visto nei momenti più bui. E anche lì… eri luce."

Sicuramente La corte di ali e rovina è un buon terzo libro: grande tensione, emozioni forti e tanti momenti epici, anche se ogni tanto rallenta troppo. Se ti sei affezionatə a Feyre, Rhysand e al mondo delle Corti, lo leggerai con piacere. Non è il mio preferito della saga, ma è un tassello importante, pieno di momenti da sottolineare (e magari anche da urlare, perché a volte ti viene proprio voglia di entrare nel libro e urlare "MA COSA FAI?!") ❤💕📘

"Rinunciare non è sempre un segno di debolezza. A volte è la scelta più coraggiosa."

In sostanza se ti sei già immerso nei primi due libri, e ti è piaciuta l’ambiguità morale, la crescita interiore e le atmosfere romantiche e magiche, allora La corte di ali e rovina vale la pena.
Se invece preferisci fantasy più “duri”, con battaglie realistiche e pochi momenti romantici o sentimentali, qui potresti restare un po’ deluso da certe idealizzazioni.

Buona lettura❤

Recensione: "#2 La corte di nebbia e furia- Sarah J.Maas

Buongiorno lettori ❤📒📔

continuiamo la nostra avventura nell'universo Acotar parlando del secondo volume.

Devo dirlo subito: La corte di nebbia e furia mi ha sconvolto in positivo. Se il primo libro mi era piaciuto ma con qualche riserva, questo secondo volume mi ha proprio catturato dall'inizio alla fine.

La protagonista, Feyre, è molto cambiata rispetto al primo libro. Non è più solo la ragazza che cerca di sopravvivere in un mondo pericoloso: è più matura, ferita sì, ma anche molto più forte. Dopo tutto quello che ha vissuto sotto la montagna, non poteva restare la stessa, e infatti si vede, e tanto. La cosa che ho apprezzato di più è come l’autrice racconta il trauma, il senso di colpa e il sentirsi persi anche quando, all’apparenza, tutto dovrebbe essere “a posto” ❤📒📔

"La mia forza non è nata dalla paura. Ma dalla sopravvivenza."

Poi c’è il discorso amore. E qui basta il nome di Rhysand. Personaggio affascinante, misterioso, potente, ma anche incredibilmente sensibile. Il rapporto tra Feyre e Rhys cresce piano piano, in modo naturale, profondo, intenso, molto diverso dal legame che lei aveva con Tamlin, che in questo libro cambia parecchio. Un altro punto forte è il mondo magico: si espande, si scoprono nuove corti, nuovi personaggi, nuovi pericoli. C’è sempre quella sensazione di scoperta, ma anche di tensione ❤📒📔

Ci sono alcune parti lente, soprattutto all’inizio, ma secondo me servono. Sono quei momenti in cui Feyre si rimette in piedi, in cui inizia a capire chi è davvero, e non chi le è stato detto di essere. Poi nella seconda parte la storia accelera, esplode proprio: azione, colpi di scena, rivelazioni.



E il finale? Devastante. Coinvolgente. Indimenticabile. 

"Non ho bisogno che qualcuno combatta per me. Voglio solo qualcuno che combatta accanto a me."

In sintesi posso dire che è un libro che parla di rinascita, potere, libertà e amore  e non è solo meglio del primo libro, è quasi un’altra cosa: più profondo, più maturo, più intenso. Se vi è piaciuto il primo libro, preparatevi: questo è su un altro livello. Se il primo vi aveva lasciato dei dubbi, non mollate: il bello comincia proprio da qui. ❤📒📔

"Ti ho aspettata per tanto tempo. Ti avrei trovato in qualsiasi vita."

Consigliato, soprattutto a chi cerca una storia che sia fantasy, ma anche profondamente umana.

Buona lettura ❤📒📔


Recensione: "La corte di rose e spine"- Sarah J.Maas

 Buongiorno lettori ❤💕


Oggi parliamo di una saga che mi ha fatto appassionare e che ho divorato in poche settimane.
La corte di rose e spine è il primo volume della saga fantasy scritta da Sarah J. Maas che, fin dalle prime pagine, riesce a immergere il lettore in un mondo magico, pericoloso e profondamente affascinante. La protagonista, Feyre, è una giovane umana costretta a cacciare per mantenere in vita la sua famiglia. Ma quando uccide un lupo nei boschi, scopre troppo tardi che non si trattava di un semplice animale, bensì di una creatura fatata. Questo gesto cambia il corso della sua vita, trascinandola nel misterioso e crudele mondo dei Fae, creature magiche potenti e antiche.


"Tutto ciò che amo mi è sempre stato portato via."


Il romanzo è chiaramente ispirato a fiabe classiche come La Bella e la Bestia, ma non si limita a copiarle: le reinventa in chiave più oscura, sensuale e matura. L’autrice mescola elementi romantici con altri più cupi, creando un’atmosfera unica, dove amore e paura, bellezza e crudeltà convivono. Il mondo fatato è ricco di leggende, segreti e tensioni tra le diverse corti, e questo lo rende sempre interessante da esplorare. Feyre, la nostra protagonista, vivrà un viaggio emotivo: all'inizio è fragile, cinica, diffidente, ma poi evolverà, affrontando pericoli reali e iniziando a conoscere se stessa. Anche i personaggi secondari sono affascinanti, soprattutto Tamlin, signore della Corte di Primavera, e Rhysand, misterioso e ambiguo, che diventerà ancora più importante nei volumi successivi ❤💕📙


"Ti amo," sussurrò, e mi baciò la fronte. "Spine e tutto il resto."


Il ritmo del libro può sembrare un po’ lento nella prima parte, soprattutto per chi cerca subito azione o colpi di scena. Tuttavia, questa lentezza iniziale serve a costruire il mondo e le relazioni tra i personaggi. Superata la metà, la trama si fa più intensa, ricca di suspense, e si arriva alla fine con il desiderio di sapere cosa succederà dopo. Lo stile di scrittura è semplice ma evocativo, capace di trasmettere emozioni e di descrivere molto bene sia l’ambiente sia lo stato d’animo dei personaggi. Alcuni dialoghi romantici possono sembrare un po’ esagerati o troppo intensi, ma fanno parte del genere e piaceranno sicuramente a chi ama le storie d’amore tormentate e passionali ❤💕📙



"Sii felice del tuo cuore umano, Feyre. Compatisci chi non prova nulla."


A parere mio il romanzo coinvolge, con un mondo fantastico ben costruito e un intreccio che riesce a unire avventura, magia e sentimenti. È perfetto per chi ama il fantasy con una forte componente romantica e per chi cerca una protagonista femminile che, pur avendo paura, trova la forza di reagire e crescere ❤💕📙
Consiglio questo libro a chi ha apprezzato Hunger Games, Shadowhunters o Il Trono di Ghiaccio, ma anche a chi è curioso di entrare in un universo magico dove le regole non sono mai semplici e dove ogni scelta ha un prezzo.


Buona lettura❤💕📙


Recensione: "#2 L'imperatrice delle anime"- Kylie Lee Baker

 Buongiorno lettori ❤❤

Se cercate uno stile cupo, oscuro, evocativo questo libro fa assolutamente per voi!❤📕

Ren Scarborough non è più la ragazzina scappata dall’Inghilterra: ora è la dea della Morte che governa gli inferi. I mietitori stanno apparendo in Giappone, e Ivy, che è la dea della Morte britannica, trama vendetta. Ren deve impedire che la nave inglese attracchi, rivolgendosi al dio delle tempeste e dei mari, che potrebbe invertire le correnti marine. Per ottenerne l’aiuto, serve recuperare una spada antica, perduta da millenni. In compagnia di Tsukuyomi, dio della luna, Ren attraversa il Giappone, affrontando spiriti yokai e intrighi divini, cercando anche di capire di chi si possa fidare: il destino del Giappone è nelle sue mani.❤📕 

Ren è un personaggio che ha subito trasformazioni radicali: da ragazza vulnerabile a dea della Morte. Porterà con sé conflitti interiori, responsabilità enormi, sensi di colpa, dubbi su sé stessa. Il romanzo di per sè ha momenti d'azione, suspense, intrighi divini; non manca tensione e Baker riesce a costruire un’ambientazione ricca, che cattura, grazie agli elementi soprannaturali, agli yokai, al folklore giapponese rivisitato.❤📕


Nel complesso L’imperatrice delle anime un’ottima conclusione per la serie. Mi è piaciuto come l’autrice abbia saputo alzare la posta rispetto al primo volume: la protagonista non è solo reattiva, ma in lotta con sé stessa, col potere che ora possiede, con le sue responsabilità divine. Le ambientazioni, ispirate al folklore giapponese, danno al libro un sapore diverso da molti fantasy YA occidentali, e questo lo distingue. Pur con qualche lentezza qua e là, soprattutto nei momenti introspettivi, il libro mantiene forte il coinvolgimento. I colpi di scena finali e la resa emotiva sono buoni: lasciano riflettere su cosa significhi governare (anche se sei una dea), sul valore del sacrificio, e su quanto sia difficile bilanciare il potere con la compassione.
❤📕

Buona lettura

Recensione: "Il Conte di Montecristo" - Alexandre Dumas

 Buongiorno lettori 💕📙📘

oggi vi porto la recensione di un capolavoro della letteratura. Il Conte di Montecristo è un celebre romanzo d’avventura scritto da Alexandre Dumas e pubblicato per la prima volta nel 1844. È una storia di tradimento, vendetta, giustizia e redenzione, ambientata nella Francia del XIX secolo.

Edmond Dantès, un giovane e promettente marinaio, viene ingiustamente accusato di tradimento da quattro uomini mossi da invidia e interesse personale. Viene imprigionato nella terribile prigione del Castello d’If, dove trascorre 14 anni. Durante la prigionia, conosce l’Abate Faria, un vecchio prigioniero che gli rivela l’esistenza di un immenso tesoro nascosto sull’isola di Montecristo. Dopo la morte dell’abate, Edmond riesce a fuggire, trova il tesoro, e assume una nuova identità: il Conte di Montecristo.



Tornato nella società parigina, Edmond è ricco e potente. Con astuzia e freddezza, porta avanti un piano di vendetta meticolosa contro coloro che lo hanno tradito: Fernand, Danglars, Villefort e Caderousse. Uno ad uno, con intelligenza e freddezza, li distrugge usando le loro stesse debolezze. Tuttavia, nel corso della sua vendetta, Edmond si accorge che anche gli innocenti soffrono per le sue azioni, e comincia a mettere in discussione il valore della giustizia personale. Alla fine, decide di lasciare tutto e partire, portando con sé la speranza di un nuovo inizio, lasciando un messaggio importante: "Aspettare e sperare". 💕📙📘

"La felicità rende buoni, ma l’infelicità rende grandi."

Si presenta come un romanzo estremamente affascinante e ricco di emozioni. La trama è avvincente e piena di colpi di scena, ma ciò che mi ha colpito di più è l’evoluzione del protagonista. Edmond Dantès passa da essere un giovane ingenuo a un uomo distrutto dalla sofferenza, fino a diventare un personaggio complesso, spinto dalla sete di vendetta ma capace di riscoprire la propria umanità. Il romanzo fa riflettere su temi profondi come la giustizia, il perdono, il destino e il senso della vendetta. Mi ha fatto capire che, per quanto possa sembrare giusto vendicarsi di un torto subito, spesso la vendetta genera solo altro dolore. L’autore ci invita a riflettere sul valore del perdono e sull’importanza di non lasciarsi consumare dall’odio.

"Io non sono più Edmond Dantès, sono il Conte di Montecristo."

L'opera è una profonda riflessione sull’animo umano. Lo consiglio a chi ama le storie intense, ricche di emozioni e significato. Il tipo di scrittura è narrativo, avventuroso e descrittivo, con tratti psicologici e storici. Il ritmo alterna momenti lenti e riflessivi a scene intense e drammatiche, mantenendo sempre viva l’attenzione del lettore. 💕📙📘

Veramente molto consigliato

Buona lettura💕📙📘


lunedì 6 ottobre 2025

Recensione: "Fabbricante di lacrime"- Erin Doom

Buongiorno lettori,

qui vi parlo di un libro molto chiacchierato, da cui hanno tratto anche un film ma che a me non è piaciuto e ha lasciato abbastanza perplessa ❤📕

La vicenda ruota attorno a Nica, ragazza cresciuta in un orfanotrofio chiamato Il grave, dove circolano leggende su un misterioso “fabbricante di lacrime” che avrebbe il potere di forgiare paure e angosce. Quando Nica viene adottata dai coniugi Milligan, scopre che Rigel, un altro orfano dall’anima oscura e segreta, è stato adottato anch’egli dalla stessa famiglia. La convivenza forzata tra i due attiva un intreccio di emozioni, misteri e nostalgia di traumi del passato. L’ambientazione ha toni quasi gotici o fiabeschi, con l’enfasi sui simbolismi (lacrime, oscurità, luce) e sulle dinamiche interiori dei protagonisti ❤📕

Fabbricante di lacrime è stato definito da molti un fenomeno editoriale, un libro capace di far piangere, emozionare e catturare il cuore di lettori e lettrici, soprattutto giovani. Tuttavia, una volta spogliato dell’hype mediatico e delle aspettative costruite dai social, quello che resta è un romanzo che, a mio avviso, presenta più ombre che luci. La prima cosa che delude è la mancanza di originalità. La storia tra Nica e Rigel si muove all’interno di schemi già visti e rivisti: lei fragile e ferita, lui oscuro, tormentato e incapace di amare nel modo giusto. È la classica dinamica del “bad boy redento dall’amore”, che in questo caso però appare forzata e poco credibile. La narrazione sembra vivere di frasi ad effetto, più adatte a un post Instagram che a una riflessione narrativa profonda ❤📕

Un altro punto debole riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nica, pur essendo la voce narrante, spesso non agisce davvero: subisce gli eventi, si aggrappa al dolore, perdona con facilità, e non evolve. Rigel, invece, viene presentato come enigmatico e spezzato, ma i suoi comportamenti sono problematici: è distante, spesso freddo, a tratti verbalmente aggressivo. Il problema non è solo nella sua personalità, ma nel modo in cui il libro giustifica certe sue azioni in nome dell’amore. Questo può veicolare messaggi sbagliati, specialmente verso un pubblico giovane, normalizzando relazioni tossiche e malsane come se fossero “romantiche”❤📕


Anche lo stile lascia perplessi. Il linguaggio è spesso pomposo, ripetitivo, ridondante. Le stesse immagini vengono ripetute più volte, quasi a voler sottolineare a tutti i costi il dolore, l’intensità, la malinconia. Ma quando tutto è sofferenza, nulla riesce davvero a colpire. Si perde l’impatto emotivo perché viene continuamente spinto, forzato, urlato a ogni pagina ❤📕

Ciò che forse più lascia l’amaro in bocca è che temi molto importanti – come l’abbandono, i traumi, l’identità – vengono trattati in modo superficiale. Sembrano strumenti per costruire un’atmosfera “dark” e struggente, più che spunti per una riflessione autentica sulla sofferenza.  E' un romanzo che può emozionare chi è alla ricerca di una storia intensa e tormentata, ma che delude chi cerca una narrazione matura, autentica e responsabile. Dietro l’enorme successo commerciale si nasconde un libro che, pur avendo buone intenzioni, finisce per semplificare e banalizzare emozioni complesse. Se non ti accontenti della superficie, se cerchi una storia d’amore che non romantizzi il dolore e la tossicità, forse questo libro non fa per te ❤📕

Buona lettura ❤📕