Buongiorno lettori❤💔
parliamo di Luminal, pubblicato da Isabella Santacroce nel 1998, è uno dei romanzi più iconici e controversi della narrativa italiana degli anni ’90. Considerato un testo di culto, rappresenta alla perfezione la poetica dell’autrice: una scrittura lirica e abrasiva, capace di raccontare senza filtri il lato più oscuro dell’esistenza. La storia di Bibiana e Demon, due adolescenti che vivono in una notte sospesa tra droghe, violenza, prostituzione e disperato bisogno d’amore, diventa un viaggio emotivo radicale, claustrofobico e visionario. Luminal non si legge: si attraversa. È un romanzo che sfida il lettore, lo disorienta, lo colpisce con immagini crude e insieme poeticissime, lasciando un segno profondo e inquieto ❤💔
Il romanzo si presenta come un viaggio dentro una notte che sembra non finire mai e che diventa metafora di un dolore più grande, più antico, quasi senza nome. Isabella Santacroce costruisce una storia che non procede per trama, ma per vertigini: due ragazze che vivono ai margini con un desiderio estremo di annullarsi o salvarsi, senza sapere bene quale delle due cose desiderino davvero ❤💔
"C'è questo specchio davanti che mi guarda sdoppiandomi e una doppia Demon pelle di fata e una doppia Demon pelle di fata che mangia Luminal sotto il tremolio delle lampadine impiccate la mia vita corre srotolandosi a terra si perde inondando".
La scrittura è il primo urto: lirica, incendiaria, scomposta, fatta di frasi che sembrano respirare, gemere, tremare. È uno stile che non chiede di essere capito, ma sentito: un flusso emotivo, quasi musicale, che porta il lettore dentro la mente e il corpo delle protagoniste. Non c’è distanza: tutto è vicino, pulsante, febbrile. C’è chi lo trova sublime, e chi lo percepisce come eccessivo, e forse ha ragione entrambi, perché Luminal vive negli eccessi, di eccessi. Il cuore del romanzo è la fratellanza disperata tra Bibiana e Demon: due ferite che si riconoscono, due anime che si reggono a vicenda mentre cercano una via d’uscita da un mondo che sembra averle già condannate. Non c’è sentimentalismo, non c’è moralismo: c’è solo l’urgenza di raccontare la sopravvivenza, la dipendenza, il desiderio di fuga come un rito quasi sacro e profanato insieme ❤💔
"Ancora un attimo donatemi il vostro ardore sacro microscopici fuochi assorbiti dallo schiarire del resto spegnetevi solo al mio dormire perché io vivo della vostra fiamma che nei sogni porto in una notte eterna."
Santacroce non offre redenzione, e questo è uno dei motivi per cui Luminal rimane così impresso. La notte attraversata dalle due protagoniste diventa una discesa nell’abisso, ma anche un atto di estrema sincerità sulla fragilità e la violenza dell’esistenza. È un libro che ferisce, ma che ferisce con bellezza. Non è un romanzo per tutti. Chi cerca una storia lineare o rassicurante resterà spiazzato; chi ama la scrittura tradizionale potrà sentirsi respinto. Ma chi è disposto a lasciarsi trascinare nel suo buio elettrico troverà un’opera unica, disturbante e poetica come poche altre nell’ultima narrativa italiana ❤💔
In fondo, Luminal è questo: una notte che si legge con la gola, non con gli occhi, e che continua a pulsare anche dopo l’ultima pagina.
Buona lettura ❤💔





