Buongiorno lettori ❤📕
oggi continuiamo a parlare della trilogia di Dorian con questo secondo capitolo. Il libro riprende l’ambientazione nell’Accademia Morante, con Victoria alle prese con un nuovo anno scolastico, amicizie, rivalità e segreti. Un mistero serpeggia nei corridoi e nei sotterranei dell’Accademia, e qualcosa di sinistro si cela dietro le maschere che i personaggi indossano. E alla fine, il Teatro La Fenice diventa palcoscenico anche della morte, dove la verità dovrà uscire allo scoperto ❤📕
Se nel primo libro l’Accademia Morante era un luogo ancora da scoprire, in questo capitolo la scuola diventa un vero e proprio labirinto di segreti, sospetti e maschere. I personaggi, già noti ai lettori, iniziano a mostrare nuove sfaccettature e a rivelare lati di sé meno prevedibili, contribuendo a costruire un intreccio più complesso e stratificato ❤📕
La struttura del romanzo, piuttosto corposa, permette di approfondire dinamiche già accennate nel primo libro, ma anche di introdurre nuovi elementi e figure enigmatiche. Proprio questa ricchezza è uno dei punti di forza della storia: nulla è mai completamente come appare, e dietro ogni comportamento o dettaglio sembra nascondersi qualcosa di più. La cornice teatrale, che emerge con forza nel corso della narrazione, non è solo un’ambientazione suggestiva, ma diventa un simbolo: quello delle maschere che i personaggi indossano, della finzione e della verità che lentamente si fa strada. Essendo un volume intermedio, è inevitabile che ci siano passaggi di transizione e momenti in cui il ritmo rallenta. In alcuni punti si avverte che la storia sta preparando il terreno per ciò che verrà nel capitolo conclusivo. Tuttavia, l’autrice riesce comunque a mantenere viva la tensione, alternando colpi di scena a momenti più introspettivi ❤📕
Con il simbolismo del teatro e delle maschere, Mazzarella costruisce un secondo capitolo maturo e coinvolgente, che prepara perfettamente il terreno per il gran finale.
Buona lettura ❤📕
