venerdì 17 ottobre 2025

Recensione: "Lettera sulla felicità"- Epicuro

 Buongiorno lettori❤💕📙

parliamo oggi di un libricino piccolino ma intenso. La Lettera sulla felicità è un breve testo scritto dal filosofo greco Epicuro, vissuto tra il IV e il III secolo a.C. Nonostante la sua brevità, questa lettera è un vero e proprio concentrato di filosofia pratica, scritta in uno stile diretto e limpido, con l’intento di spiegare cosa sia la vera felicità e come raggiungerla.

Questo breve scritto, rivolto al giovane Meneceo, non è solo un trattato filosofico, ma una vera e propria guida pratica alla vita. Epicuro, infatti, ci invita a riflettere su cosa davvero conti per essere felici e ci propone un’idea di felicità semplice, essenziale, ma profonda: non legata ai piaceri eccessivi o ai beni materiali, ma alla serenità interiore, all’amicizia, alla libertà e alla conoscenza ❤💕📙



Uno dei passaggi più noti, e forse più sorprendenti, è quello in cui afferma che la morte non deve farci paura:

“La morte non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi, la morte non c’è; e quando c’è la morte, noi non ci siamo più.”
Questa frase, così semplice, ci spinge a liberarci da una delle ansie più profonde dell’essere umano, per imparare a vivere il presente in modo pieno."

Un altro aspetto importante della filosofia epicurea è il modo in cui distingue i desideri: non tutti sono da seguire. Alcuni sono naturali e necessari, come il bisogno di cibo o affetto; altri invece sono vani, come il desiderio di potere o di ricchezza. Solo imparando a riconoscere ciò di cui abbiamo davvero bisogno possiamo vivere una vita equilibrata e felice. Epicuro propone una filosofia della semplicità, lontana dagli eccessi materiali e fondata sulla ricerca del piacere, ma non nel senso moderno di edonismo sfrenato. Per Epicuro, il piacere più autentico è la tranquillità dell’anima (atarassia) e la libertà dal dolore (aponia). Questo si raggiunge coltivando desideri naturali e necessari (come cibo, amicizia e sicurezza) e evitando quelli vani o infiniti, come la ricchezza e la fama ❤💕📙

Personalmente, ho trovato questo testo molto attuale, nonostante sia stato scritto oltre duemila anni fa. In un’epoca come la nostra, spesso frenetica e dominata dall’apparenza, Epicuro ci ricorda che la vera felicità si trova nelle cose semplici, nell’ascolto di sé stessi, e nella capacità di vivere senza farsi dominare dalla paura o dal desiderio continuo di “avere di più” ❤💕📙

Buona lettura ❤💕📙

Recensione: "Il richiamo della foresta"- Jack London

Buongiorno lettori 📘📙🐺

oggi parliamo di un classico breve, ma intenso che mi ha segnata e mi ha fatto riflettere molto sul rapporto tra uomo e animale. Il richiamo della foresta è un romanzo di Jack London pubblicato per la prima volta nel 1903. È una delle opere più celebri dell'autore e racconta la storia di Buck, un cane da slitta che viene rapito dalla sua casa in California e trasportato nell'Artico, dove deve adattarsi a una nuova vita fatta di lotte per la sopravvivenza. 

Il romanzo è un classico della letteratura d'avventura e offre una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e natura. La storia di Buck è, in fondo, quella di una "discesa" verso la propria essenza primitiva. All'inizio, Buck è un cane addomesticato, con una vita comoda e protetta, ma quando viene strappato da tutto ciò che conosce e messo in un ambiente ostile e selvaggio, inizia un processo di adattamento che lo porta a riscoprire l'istinto animale che giaceva sopito in lui 📘📙🐺

"In lui c’era una cosa che gli uomini non potevano comprendere: la forza, la capacità di resistere e la volontà di vivere, ma anche l’istinto di arrendersi, di lasciare andare e di abbracciare la libertà."

London dipinge con grande maestria il paesaggio dell'Alaska, un territorio vasto e inospitale che diventa quasi un personaggio a sé stante. La durezza della natura e la brutalità delle leggi della sopravvivenza sono descritti in modo vivido e crudo. Ogni elemento del romanzo, la lotta per il cibo, il freddo glaciale, la fatica del lavoro da slitta, contribuisce a costruire l'atmosfera primitiva e selvaggia che segna la crescita di Buck🐺

"Buck non fu mai più lo stesso. Il suo cuore, che fino a quel momento batteva per la civiltà, cominciò a battere per la selvaggia, la fredda, la solitaria natura."

Il tema principale del libro è quello della lotta per la sopravvivenza, ma c'è anche un aspetto legato all’evoluzione del protagonista. Nel suo viaggio verso la libertà, Buck si trova a dover affrontare non solo gli altri animali e la natura, ma anche gli esseri umani, che a volte sono crudeli e senza scrupoli. Tuttavia, il cane non è mai una vittima passiva; si evolve, diventa un leader tra gli altri cani e, attraverso le sue esperienze, cresce in forza e saggezza. Il romanzo, pur trattando temi universali come la libertà, la forza e l'istinto, ha anche un forte elemento emotivo. La relazione tra Buck e il suo padrone finale, John Thornton, è un contrasto significativo rispetto alla durezza che Buck ha sperimentato in precedenza. Thornton è un personaggio che rappresenta la compassione umana, ma anche qui emerge un tema ricorrente di London: l'idea che, alla fine, la natura e l'istinto abbiano sempre l'ultima parola 📘📙🐺

Buona lettura 📘🐺

giovedì 16 ottobre 2025

Recensione: "#2 Dorian: Il teatro degli inganni"- Rebecca Mazzarella

 Buongiorno lettori ❤📕

oggi continuiamo a parlare della trilogia di Dorian con questo secondo capitolo. Il libro riprende l’ambientazione nell’Accademia Morante, con Victoria alle prese con un nuovo anno scolastico, amicizie, rivalità e segreti. Un mistero serpeggia nei corridoi e nei sotterranei dell’Accademia, e qualcosa di sinistro si cela dietro le maschere che i personaggi indossano. E alla fine, il Teatro La Fenice diventa palcoscenico anche della morte, dove la verità dovrà uscire allo scoperto ❤📕

Se nel primo libro l’Accademia Morante era un luogo ancora da scoprire, in questo capitolo la scuola diventa un vero e proprio labirinto di segreti, sospetti e maschere. I personaggi, già noti ai lettori, iniziano a mostrare nuove sfaccettature e a rivelare lati di sé meno prevedibili, contribuendo a costruire un intreccio più complesso e stratificato ❤📕



La struttura del romanzo, piuttosto corposa, permette di approfondire dinamiche già accennate nel primo libro, ma anche di introdurre nuovi elementi e figure enigmatiche. Proprio questa ricchezza è uno dei punti di forza della storia: nulla è mai completamente come appare, e dietro ogni comportamento o dettaglio sembra nascondersi qualcosa di più. La cornice teatrale, che emerge con forza nel corso della narrazione, non è solo un’ambientazione suggestiva, ma diventa un simbolo: quello delle maschere che i personaggi indossano, della finzione e della verità che lentamente si fa strada. Essendo un volume intermedio, è inevitabile che ci siano passaggi di transizione e momenti in cui il ritmo rallenta. In alcuni punti si avverte che la storia sta preparando il terreno per ciò che verrà nel capitolo conclusivo. Tuttavia, l’autrice riesce comunque a mantenere viva la tensione, alternando colpi di scena a momenti più introspettivi ❤📕

Con il simbolismo del teatro e delle maschere, Mazzarella costruisce un secondo capitolo maturo e coinvolgente, che prepara perfettamente il terreno per il gran finale.

Buona lettura ❤📕

mercoledì 15 ottobre 2025

Recensione: "Gli occhiali d'oro"- Giorgio Bassani

 Buongiorno lettori 💕📚

eccoci di nuovo qui per parlare di libri. Oggi vi porto la recensione di un libro un pò di nicchia, sconosciuto ai più ma breve e molto intenso.

Il romanzo è ambientato in una cittadina emiliana e racconta la storia di un gruppo di ragazzi che ruotano attorno a un personaggio enigmatico: un medico ebreo, il Dottor Fadigati, che vive una vita isolata e segnata dalla solitudine e dalla discriminazione. La vicenda è narrata dal protagonista, un ragazzo che osserva e interagisce con Fadigati, un personaggio che diventa simbolo della sofferenza umana e della condizione degli ebrei in Italia, in un contesto storico e sociale complesso. Un elemento centrale della storia è proprio l’emarginazione del Dottor Fadigati, che è ostracizzato non solo per la sua fede ebraica, ma anche per la sua presunta omosessualità. La sua vita, segnata dalla fragilità e dalla ricerca di un’identità accettata, diventa lo specchio di una società che ancora fatica a riconoscere la dignità e i diritti degli altri.💕📚

Quello che colpisce di più del romanzo è come Bassani non si limiti a raccontare la storia di una persona emarginata, ma vada a esplorare anche le dinamiche di una comunità che non riesce a far spazio per chi è diverso. Non solo per la sua religione o inclinazione sessuale, ma per il fatto che semplicemente non rientra nei canoni di normalità stabiliti dalla società. Questo tema dell’intolleranza è sempre molto attuale e risuona con l’esperienza quotidiana di chi vive l’emarginazione in vari contesti, sia storici che sociali.💕📚

La solitudine di Fadigati non è solo il risultato di un’ostracizzazione esterna, ma una condizione interiore, un malessere profondo che nasce dalla sua stessa difficoltà nel trovare un modo di vivere che sia autentico e accettato. Bassani ci fa entrare nella sua testa, nei suoi pensieri, e in quelli del protagonista, un ragazzo che cresce e guarda il mondo cercando di capire cosa sia giusto, cosa sia sbagliato e cosa significhi davvero essere “normali”.




Ma la bellezza del romanzo sta proprio nella sua capacità di mettere in discussione questi concetti di normalità e diversità. La narrazione non è mai unilaterale. Non è solo Fadigati l’emarginato: anche il protagonista, nella sua giovane età, si trova a fare i conti con la propria identità e il modo in cui la percepisce rispetto agli altri. Il romanzo fa un gioco sottile tra l’osservazione e l’identificazione: il ragazzo non è solo uno spettatore, ma anche un partecipante a questa storia di solitudine e alienazione.💕📚

Bassani ha una scrittura molto ricca, ma al contempo precisa. Non è mai sopra le righe, ma riesce comunque a trasmettere una grande forza emotiva. Il suo modo di descrivere i personaggi è quasi psicologico: ogni gesto, ogni parola ha un significato che rimanda a qualcosa di più profondo. Non si limita a raccontare una storia, ma ci invita a riflettere su come trattiamo gli altri, su come giudichiamo e respingiamo ciò che non capiamo. E in fondo, il romanzo è anche una riflessione sulla memoria storica. Non solo sulla Seconda Guerra Mondiale o sul fascismo, ma su come certi meccanismi di esclusione siano sempre presenti, anche se si nascondono sotto altre forme.💕📚

In conclusione, Gli occhiali d'oro è una lettura che ti lascia pensare. È uno di quei libri che ti fa riflettere sulla fragilità dell’essere umano, sulla difficoltà di accettare l'altro, ma anche sulla possibilità di redenzione attraverso la comprensione e l'accoglienza. Non è una lettura facile, ma è una lettura che, se fatta con attenzione, può rivelarsi profondamente significativa. E, proprio per questo, rimane uno dei grandi romanzi della letteratura italiana del Novecento.

Buona lettura 💕