martedì 7 ottobre 2025

Recensione: "Il Conte di Montecristo" - Alexandre Dumas

 Buongiorno lettori 💕📙📘

oggi vi porto la recensione di un capolavoro della letteratura. Il Conte di Montecristo è un celebre romanzo d’avventura scritto da Alexandre Dumas e pubblicato per la prima volta nel 1844. È una storia di tradimento, vendetta, giustizia e redenzione, ambientata nella Francia del XIX secolo.

Edmond Dantès, un giovane e promettente marinaio, viene ingiustamente accusato di tradimento da quattro uomini mossi da invidia e interesse personale. Viene imprigionato nella terribile prigione del Castello d’If, dove trascorre 14 anni. Durante la prigionia, conosce l’Abate Faria, un vecchio prigioniero che gli rivela l’esistenza di un immenso tesoro nascosto sull’isola di Montecristo. Dopo la morte dell’abate, Edmond riesce a fuggire, trova il tesoro, e assume una nuova identità: il Conte di Montecristo.



Tornato nella società parigina, Edmond è ricco e potente. Con astuzia e freddezza, porta avanti un piano di vendetta meticolosa contro coloro che lo hanno tradito: Fernand, Danglars, Villefort e Caderousse. Uno ad uno, con intelligenza e freddezza, li distrugge usando le loro stesse debolezze. Tuttavia, nel corso della sua vendetta, Edmond si accorge che anche gli innocenti soffrono per le sue azioni, e comincia a mettere in discussione il valore della giustizia personale. Alla fine, decide di lasciare tutto e partire, portando con sé la speranza di un nuovo inizio, lasciando un messaggio importante: "Aspettare e sperare". 💕📙📘

"La felicità rende buoni, ma l’infelicità rende grandi."

Si presenta come un romanzo estremamente affascinante e ricco di emozioni. La trama è avvincente e piena di colpi di scena, ma ciò che mi ha colpito di più è l’evoluzione del protagonista. Edmond Dantès passa da essere un giovane ingenuo a un uomo distrutto dalla sofferenza, fino a diventare un personaggio complesso, spinto dalla sete di vendetta ma capace di riscoprire la propria umanità. Il romanzo fa riflettere su temi profondi come la giustizia, il perdono, il destino e il senso della vendetta. Mi ha fatto capire che, per quanto possa sembrare giusto vendicarsi di un torto subito, spesso la vendetta genera solo altro dolore. L’autore ci invita a riflettere sul valore del perdono e sull’importanza di non lasciarsi consumare dall’odio.

"Io non sono più Edmond Dantès, sono il Conte di Montecristo."

L'opera è una profonda riflessione sull’animo umano. Lo consiglio a chi ama le storie intense, ricche di emozioni e significato. Il tipo di scrittura è narrativo, avventuroso e descrittivo, con tratti psicologici e storici. Il ritmo alterna momenti lenti e riflessivi a scene intense e drammatiche, mantenendo sempre viva l’attenzione del lettore. 💕📙📘

Veramente molto consigliato

Buona lettura💕📙📘


lunedì 6 ottobre 2025

Recensione: "Fabbricante di lacrime"- Erin Doom

Buongiorno lettori,

qui vi parlo di un libro molto chiacchierato, da cui hanno tratto anche un film ma che a me non è piaciuto e ha lasciato abbastanza perplessa ❤📕

La vicenda ruota attorno a Nica, ragazza cresciuta in un orfanotrofio chiamato Il grave, dove circolano leggende su un misterioso “fabbricante di lacrime” che avrebbe il potere di forgiare paure e angosce. Quando Nica viene adottata dai coniugi Milligan, scopre che Rigel, un altro orfano dall’anima oscura e segreta, è stato adottato anch’egli dalla stessa famiglia. La convivenza forzata tra i due attiva un intreccio di emozioni, misteri e nostalgia di traumi del passato. L’ambientazione ha toni quasi gotici o fiabeschi, con l’enfasi sui simbolismi (lacrime, oscurità, luce) e sulle dinamiche interiori dei protagonisti ❤📕

Fabbricante di lacrime è stato definito da molti un fenomeno editoriale, un libro capace di far piangere, emozionare e catturare il cuore di lettori e lettrici, soprattutto giovani. Tuttavia, una volta spogliato dell’hype mediatico e delle aspettative costruite dai social, quello che resta è un romanzo che, a mio avviso, presenta più ombre che luci. La prima cosa che delude è la mancanza di originalità. La storia tra Nica e Rigel si muove all’interno di schemi già visti e rivisti: lei fragile e ferita, lui oscuro, tormentato e incapace di amare nel modo giusto. È la classica dinamica del “bad boy redento dall’amore”, che in questo caso però appare forzata e poco credibile. La narrazione sembra vivere di frasi ad effetto, più adatte a un post Instagram che a una riflessione narrativa profonda ❤📕

Un altro punto debole riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nica, pur essendo la voce narrante, spesso non agisce davvero: subisce gli eventi, si aggrappa al dolore, perdona con facilità, e non evolve. Rigel, invece, viene presentato come enigmatico e spezzato, ma i suoi comportamenti sono problematici: è distante, spesso freddo, a tratti verbalmente aggressivo. Il problema non è solo nella sua personalità, ma nel modo in cui il libro giustifica certe sue azioni in nome dell’amore. Questo può veicolare messaggi sbagliati, specialmente verso un pubblico giovane, normalizzando relazioni tossiche e malsane come se fossero “romantiche”❤📕


Anche lo stile lascia perplessi. Il linguaggio è spesso pomposo, ripetitivo, ridondante. Le stesse immagini vengono ripetute più volte, quasi a voler sottolineare a tutti i costi il dolore, l’intensità, la malinconia. Ma quando tutto è sofferenza, nulla riesce davvero a colpire. Si perde l’impatto emotivo perché viene continuamente spinto, forzato, urlato a ogni pagina ❤📕

Ciò che forse più lascia l’amaro in bocca è che temi molto importanti – come l’abbandono, i traumi, l’identità – vengono trattati in modo superficiale. Sembrano strumenti per costruire un’atmosfera “dark” e struggente, più che spunti per una riflessione autentica sulla sofferenza.  E' un romanzo che può emozionare chi è alla ricerca di una storia intensa e tormentata, ma che delude chi cerca una narrazione matura, autentica e responsabile. Dietro l’enorme successo commerciale si nasconde un libro che, pur avendo buone intenzioni, finisce per semplificare e banalizzare emozioni complesse. Se non ti accontenti della superficie, se cerchi una storia d’amore che non romantizzi il dolore e la tossicità, forse questo libro non fa per te ❤📕

Buona lettura ❤📕

Recensione: "Never Never"- Colleen Hoover/ Tarryn Fisher

 Buongiorno lettori,


Altro giro, altra corsa: parliamo di Never Never ❤❤


Charlie Wynwood e Silas Nash sono migliori amici sin da piccoli e sono innamorati dalla tenera età di 14 anni. Ma un giorno, quando di anni ne hanno 17, al risveglio si ritrovano estranei. La loro memoria è svanita e con essa il ricordo del loro primo bacio, del loro primo litigio e del momento in cui è nato il loro amore. Per questo, Charlie e Silas devono indagare fianco a fianco per scoprire la verità e perché tutto ciò sia capitato. Tuttavia, più informazioni ottengono, più cominciano a domandarsi come mai siano stati insieme. Dimenticare è terribile, ma se ricordare lo fosse persino di più?

"È spaventata. Nervosa. Sospettosa. Proviamo emozioni simili, ed è allora che capisco.
Lei non mi è familiare… il mio stesso volto non mi è familiare… ma la nostra gestualità, il nostro comportamento sono esattamente gli stessi."

Il romanzo si presenta in tre parti con pov alternato e ha un pò di vibes paranormal perchè Charlie e Silas, la giovane coppia al centro di tutto, perdono contemporaneamente la memoria mentre si trovano a scuola, memoria che, verrà azzerata ogni 48h, proprio sul più bello, cioè proprio quando i due si stanno per innamorare ancora una volta l'uno dell'altra. Seppur spaventati dalla loro situazione e, pur non riconoscendosi, i due giovani sentono fin da subito che tra loro c'è qualcosa di forte, qualcosa che la mente può cancellare ma che il cuore non sa dimenticare. E, nonostante le informazioni diventino sempre più confuse e divisorie, cercheranno in ogni modo di arrivare alla soluzione insieme. 

Sicuramente il mistero di cosa sia successo tiene alta l'attenzione e la scrittura di entrambe le autrici è molto fluida e incalzante, i due protagonisti non sono personaggi esclusivamente positivi o negativi, ma sono pieni di luci e ombre tutte da svelare. Tuttavia i personaggi secondari hanno avuto una scarsa caratterizzazione in quanto restano a malapena abbozzati e le relazioni tra loro e i protagonisti sono pressoché superficiali. 

 

Sono rimasta  un pò delusa dal finale perché troppo frettoloso: dalle prime pagine, infatti, vengono inseriti tanti elementi all’interno della storia che spingono a fare varie ipotesi sulle cause che hanno portato alla perdita di memoria simultanea dei due protagonisti, ma alla fine più che indizi sembrano essere solo degli elementi messi lì per sviare il lettore perché non vengono né giustificati né sviluppati in alcun modo. Il tutto è stato poi una corsa contro il tempo troppo rapida e in netto contrasto con il ritmo mantenuto nel resto del libro e ha portato ad un finale aperto dal mio punto di vista.

 



"Non dimenticare mai che sono stato il tuo primo
 
vero bacio. 
Non dimenticare mai che tu sarai il mio ultimo. 
E non smettere mai di amarmi fra tutti gli altri.  
Non smettere mai, Charlie. 
Non dimenticare mai."

 


Buona lettura❤📕