martedì 7 ottobre 2025

Recensione: "#2 L'imperatrice delle anime"- Kylie Lee Baker

 Buongiorno lettori ❤❤

Se cercate uno stile cupo, oscuro, evocativo questo libro fa assolutamente per voi!❤📕

Ren Scarborough non è più la ragazzina scappata dall’Inghilterra: ora è la dea della Morte che governa gli inferi. I mietitori stanno apparendo in Giappone, e Ivy, che è la dea della Morte britannica, trama vendetta. Ren deve impedire che la nave inglese attracchi, rivolgendosi al dio delle tempeste e dei mari, che potrebbe invertire le correnti marine. Per ottenerne l’aiuto, serve recuperare una spada antica, perduta da millenni. In compagnia di Tsukuyomi, dio della luna, Ren attraversa il Giappone, affrontando spiriti yokai e intrighi divini, cercando anche di capire di chi si possa fidare: il destino del Giappone è nelle sue mani.❤📕 

Ren è un personaggio che ha subito trasformazioni radicali: da ragazza vulnerabile a dea della Morte. Porterà con sé conflitti interiori, responsabilità enormi, sensi di colpa, dubbi su sé stessa. Il romanzo di per sè ha momenti d'azione, suspense, intrighi divini; non manca tensione e Baker riesce a costruire un’ambientazione ricca, che cattura, grazie agli elementi soprannaturali, agli yokai, al folklore giapponese rivisitato.❤📕


Nel complesso L’imperatrice delle anime un’ottima conclusione per la serie. Mi è piaciuto come l’autrice abbia saputo alzare la posta rispetto al primo volume: la protagonista non è solo reattiva, ma in lotta con sé stessa, col potere che ora possiede, con le sue responsabilità divine. Le ambientazioni, ispirate al folklore giapponese, danno al libro un sapore diverso da molti fantasy YA occidentali, e questo lo distingue. Pur con qualche lentezza qua e là, soprattutto nei momenti introspettivi, il libro mantiene forte il coinvolgimento. I colpi di scena finali e la resa emotiva sono buoni: lasciano riflettere su cosa significhi governare (anche se sei una dea), sul valore del sacrificio, e su quanto sia difficile bilanciare il potere con la compassione.
❤📕

Buona lettura

Recensione: "Il Conte di Montecristo" - Alexandre Dumas

 Buongiorno lettori 💕📙📘

oggi vi porto la recensione di un capolavoro della letteratura. Il Conte di Montecristo è un celebre romanzo d’avventura scritto da Alexandre Dumas e pubblicato per la prima volta nel 1844. È una storia di tradimento, vendetta, giustizia e redenzione, ambientata nella Francia del XIX secolo.

Edmond Dantès, un giovane e promettente marinaio, viene ingiustamente accusato di tradimento da quattro uomini mossi da invidia e interesse personale. Viene imprigionato nella terribile prigione del Castello d’If, dove trascorre 14 anni. Durante la prigionia, conosce l’Abate Faria, un vecchio prigioniero che gli rivela l’esistenza di un immenso tesoro nascosto sull’isola di Montecristo. Dopo la morte dell’abate, Edmond riesce a fuggire, trova il tesoro, e assume una nuova identità: il Conte di Montecristo.



Tornato nella società parigina, Edmond è ricco e potente. Con astuzia e freddezza, porta avanti un piano di vendetta meticolosa contro coloro che lo hanno tradito: Fernand, Danglars, Villefort e Caderousse. Uno ad uno, con intelligenza e freddezza, li distrugge usando le loro stesse debolezze. Tuttavia, nel corso della sua vendetta, Edmond si accorge che anche gli innocenti soffrono per le sue azioni, e comincia a mettere in discussione il valore della giustizia personale. Alla fine, decide di lasciare tutto e partire, portando con sé la speranza di un nuovo inizio, lasciando un messaggio importante: "Aspettare e sperare". 💕📙📘

"La felicità rende buoni, ma l’infelicità rende grandi."

Si presenta come un romanzo estremamente affascinante e ricco di emozioni. La trama è avvincente e piena di colpi di scena, ma ciò che mi ha colpito di più è l’evoluzione del protagonista. Edmond Dantès passa da essere un giovane ingenuo a un uomo distrutto dalla sofferenza, fino a diventare un personaggio complesso, spinto dalla sete di vendetta ma capace di riscoprire la propria umanità. Il romanzo fa riflettere su temi profondi come la giustizia, il perdono, il destino e il senso della vendetta. Mi ha fatto capire che, per quanto possa sembrare giusto vendicarsi di un torto subito, spesso la vendetta genera solo altro dolore. L’autore ci invita a riflettere sul valore del perdono e sull’importanza di non lasciarsi consumare dall’odio.

"Io non sono più Edmond Dantès, sono il Conte di Montecristo."

L'opera è una profonda riflessione sull’animo umano. Lo consiglio a chi ama le storie intense, ricche di emozioni e significato. Il tipo di scrittura è narrativo, avventuroso e descrittivo, con tratti psicologici e storici. Il ritmo alterna momenti lenti e riflessivi a scene intense e drammatiche, mantenendo sempre viva l’attenzione del lettore. 💕📙📘

Veramente molto consigliato

Buona lettura💕📙📘


lunedì 6 ottobre 2025

Recensione: "Fabbricante di lacrime"- Erin Doom

Buongiorno lettori,

qui vi parlo di un libro molto chiacchierato, da cui hanno tratto anche un film ma che a me non è piaciuto e ha lasciato abbastanza perplessa ❤📕

La vicenda ruota attorno a Nica, ragazza cresciuta in un orfanotrofio chiamato Il grave, dove circolano leggende su un misterioso “fabbricante di lacrime” che avrebbe il potere di forgiare paure e angosce. Quando Nica viene adottata dai coniugi Milligan, scopre che Rigel, un altro orfano dall’anima oscura e segreta, è stato adottato anch’egli dalla stessa famiglia. La convivenza forzata tra i due attiva un intreccio di emozioni, misteri e nostalgia di traumi del passato. L’ambientazione ha toni quasi gotici o fiabeschi, con l’enfasi sui simbolismi (lacrime, oscurità, luce) e sulle dinamiche interiori dei protagonisti ❤📕

Fabbricante di lacrime è stato definito da molti un fenomeno editoriale, un libro capace di far piangere, emozionare e catturare il cuore di lettori e lettrici, soprattutto giovani. Tuttavia, una volta spogliato dell’hype mediatico e delle aspettative costruite dai social, quello che resta è un romanzo che, a mio avviso, presenta più ombre che luci. La prima cosa che delude è la mancanza di originalità. La storia tra Nica e Rigel si muove all’interno di schemi già visti e rivisti: lei fragile e ferita, lui oscuro, tormentato e incapace di amare nel modo giusto. È la classica dinamica del “bad boy redento dall’amore”, che in questo caso però appare forzata e poco credibile. La narrazione sembra vivere di frasi ad effetto, più adatte a un post Instagram che a una riflessione narrativa profonda ❤📕

Un altro punto debole riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Nica, pur essendo la voce narrante, spesso non agisce davvero: subisce gli eventi, si aggrappa al dolore, perdona con facilità, e non evolve. Rigel, invece, viene presentato come enigmatico e spezzato, ma i suoi comportamenti sono problematici: è distante, spesso freddo, a tratti verbalmente aggressivo. Il problema non è solo nella sua personalità, ma nel modo in cui il libro giustifica certe sue azioni in nome dell’amore. Questo può veicolare messaggi sbagliati, specialmente verso un pubblico giovane, normalizzando relazioni tossiche e malsane come se fossero “romantiche”❤📕


Anche lo stile lascia perplessi. Il linguaggio è spesso pomposo, ripetitivo, ridondante. Le stesse immagini vengono ripetute più volte, quasi a voler sottolineare a tutti i costi il dolore, l’intensità, la malinconia. Ma quando tutto è sofferenza, nulla riesce davvero a colpire. Si perde l’impatto emotivo perché viene continuamente spinto, forzato, urlato a ogni pagina ❤📕

Ciò che forse più lascia l’amaro in bocca è che temi molto importanti – come l’abbandono, i traumi, l’identità – vengono trattati in modo superficiale. Sembrano strumenti per costruire un’atmosfera “dark” e struggente, più che spunti per una riflessione autentica sulla sofferenza.  E' un romanzo che può emozionare chi è alla ricerca di una storia intensa e tormentata, ma che delude chi cerca una narrazione matura, autentica e responsabile. Dietro l’enorme successo commerciale si nasconde un libro che, pur avendo buone intenzioni, finisce per semplificare e banalizzare emozioni complesse. Se non ti accontenti della superficie, se cerchi una storia d’amore che non romantizzi il dolore e la tossicità, forse questo libro non fa per te ❤📕

Buona lettura ❤📕