mercoledì 15 ottobre 2025

Recensione: "Gli occhiali d'oro"- Giorgio Bassani

 Buongiorno lettori 💕📚

eccoci di nuovo qui per parlare di libri. Oggi vi porto la recensione di un libro un pò di nicchia, sconosciuto ai più ma breve e molto intenso.

Il romanzo è ambientato in una cittadina emiliana e racconta la storia di un gruppo di ragazzi che ruotano attorno a un personaggio enigmatico: un medico ebreo, il Dottor Fadigati, che vive una vita isolata e segnata dalla solitudine e dalla discriminazione. La vicenda è narrata dal protagonista, un ragazzo che osserva e interagisce con Fadigati, un personaggio che diventa simbolo della sofferenza umana e della condizione degli ebrei in Italia, in un contesto storico e sociale complesso. Un elemento centrale della storia è proprio l’emarginazione del Dottor Fadigati, che è ostracizzato non solo per la sua fede ebraica, ma anche per la sua presunta omosessualità. La sua vita, segnata dalla fragilità e dalla ricerca di un’identità accettata, diventa lo specchio di una società che ancora fatica a riconoscere la dignità e i diritti degli altri.💕📚

Quello che colpisce di più del romanzo è come Bassani non si limiti a raccontare la storia di una persona emarginata, ma vada a esplorare anche le dinamiche di una comunità che non riesce a far spazio per chi è diverso. Non solo per la sua religione o inclinazione sessuale, ma per il fatto che semplicemente non rientra nei canoni di normalità stabiliti dalla società. Questo tema dell’intolleranza è sempre molto attuale e risuona con l’esperienza quotidiana di chi vive l’emarginazione in vari contesti, sia storici che sociali.💕📚

La solitudine di Fadigati non è solo il risultato di un’ostracizzazione esterna, ma una condizione interiore, un malessere profondo che nasce dalla sua stessa difficoltà nel trovare un modo di vivere che sia autentico e accettato. Bassani ci fa entrare nella sua testa, nei suoi pensieri, e in quelli del protagonista, un ragazzo che cresce e guarda il mondo cercando di capire cosa sia giusto, cosa sia sbagliato e cosa significhi davvero essere “normali”.




Ma la bellezza del romanzo sta proprio nella sua capacità di mettere in discussione questi concetti di normalità e diversità. La narrazione non è mai unilaterale. Non è solo Fadigati l’emarginato: anche il protagonista, nella sua giovane età, si trova a fare i conti con la propria identità e il modo in cui la percepisce rispetto agli altri. Il romanzo fa un gioco sottile tra l’osservazione e l’identificazione: il ragazzo non è solo uno spettatore, ma anche un partecipante a questa storia di solitudine e alienazione.💕📚

Bassani ha una scrittura molto ricca, ma al contempo precisa. Non è mai sopra le righe, ma riesce comunque a trasmettere una grande forza emotiva. Il suo modo di descrivere i personaggi è quasi psicologico: ogni gesto, ogni parola ha un significato che rimanda a qualcosa di più profondo. Non si limita a raccontare una storia, ma ci invita a riflettere su come trattiamo gli altri, su come giudichiamo e respingiamo ciò che non capiamo. E in fondo, il romanzo è anche una riflessione sulla memoria storica. Non solo sulla Seconda Guerra Mondiale o sul fascismo, ma su come certi meccanismi di esclusione siano sempre presenti, anche se si nascondono sotto altre forme.💕📚

In conclusione, Gli occhiali d'oro è una lettura che ti lascia pensare. È uno di quei libri che ti fa riflettere sulla fragilità dell’essere umano, sulla difficoltà di accettare l'altro, ma anche sulla possibilità di redenzione attraverso la comprensione e l'accoglienza. Non è una lettura facile, ma è una lettura che, se fatta con attenzione, può rivelarsi profondamente significativa. E, proprio per questo, rimane uno dei grandi romanzi della letteratura italiana del Novecento.

Buona lettura 💕

sabato 11 ottobre 2025

Recensione: "Dorian"- Rebecca Mazzarella

 Buongiorno lettori ❤🔮

oggi parliamo del primo libro di una trilogia scritta da un'autrice self in cui mi sono imbattuta sul Booktok e che mi ha convinto subito. Rebecca Mazzarella è una scrittrice italiana, nota per opere che si collocano fra il fantasy, il gotico, il romance e i retelling. Il mio primo approccio è stato proprio verso questa trilogia: Dorian (tra cui Dorian ‒ Il teatro degli inganni e Dorian ‒ L’amore immortale).

E' un retelling sulla famosissima opera di Wilde Il ritratto di Dorian Grey che unisce mistero, emozione e riflessione, riuscendo a catturare il lettore fin dalle prime pagine. Ambientato in una Venezia gotica e affascinante, il libro mescola elementi di fantasy, romance e introspezione psicologica, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. La protagonista, Victoria, è una ragazza che si ritrova coinvolta in un mondo oscuro e seducente, pieno di segreti, passioni e paure. La sua vita cambia quando incontra Dorian, una figura enigmatica che nasconde un passato tormentato. Il loro rapporto, intenso e complesso, diventa il cuore della storia: un legame che oscilla tra amore e pericolo, desiderio e redenzione ❤🔮



L'autrice ha costruito i personaggi con grande cura: Victoria non è una semplice eroina romantica, ma una giovane donna in cerca di sé stessa, divisa tra ciò che è giusto e ciò che desidera. Dorian, invece, rappresenta la parte più oscura e misteriosa dell’animo umano, ma anche la possibilità del cambiamento. Il lettore si trova così immerso in un continuo gioco di luce e ombra, dove niente è davvero come sembra ❤🔮

"Quando siamo insieme il mondo scompare del tutto, è come se ci fossimo io e lui. Il mio paradiso personale"

Uno degli aspetti più belli del romanzo è lo stile narrativo. La scrittura è poetica e visiva, capace di far “vedere” le scene come se fossero un film. Le descrizioni di Venezia, con i suoi canali, la nebbia e i palazzi antichi, creano un’ambientazione suggestiva che amplifica il fascino e il mistero della trama. Dal punto di vista tematico, Dorian affronta questioni profonde: la ricerca dell’identità, la redenzione, il potere dell’amore e della memoria. Ma, al tempo stesso, è anche una riflessione sull’ambizione umana e sul prezzo delle scelte ❤🔮

Naturalmente, ci sono anche alcuni punti in cui mi sono arenata: in alcuni passaggi la trama diventa molto intricata, e la ricchezza di dettagli rallenta un po’ il ritmo. Tuttavia, la forza emotiva dei personaggi e la storia misteriosa, romantica e carica di emozione, vi trascineranno in un vortice di domande e di desiderio di scoperta ma anche a chi cerca un libro che faccia pensare. Il finale aperto vi farà desiderare di continuare la saga!

Ps COPERTINA WOW😍

Buona lettura ❤🔮

Recensione: "Le uova fatali"- Michail Bulgakov

Buongiorno lettori ❤📙

continuiamo il nostro viaggio nella letteratura russa con un altro romanzo breve,  scritto sempre da Michail Bulgakov nel 1924, uno dei primi grandi esempi della sua narrativa satirica e fantastica. Come in Cuore di cane, anche qui l’autore unisce ironia, fantascienza e critica sociale, raccontando una storia che, dietro la facciata comica e assurda, nasconde una profonda riflessione sulla scienza, sul potere e sull’uomo moderno. Mi è piaciuto leggermente meno di Cuore di Cane, ma comunque si presenta come un romanzo straordinariamente moderno, che riflette sull’uso irresponsabile del progresso, sull’ambizione umana di giocare a fare Dio e sulla tragicommedia della politica ❤📙

“L’uomo non deve giocare con la natura: prima o poi, la natura si vendica.”

La vicenda è ambientata nella Russia sovietica degli anni Venti. Il protagonista è il professor Persikov, uno zoologo geniale e un po’ bizzarro, che scopre casualmente un misterioso raggio rosso capace di accelerare la vita: se esposto a questo raggio, qualunque uovo si sviluppa in modo rapidissimo, generando creature enormi e aggressive. L’esperimento di Persikov, però, sfugge di mano quando il governo decide di usare la sua scoperta per risolvere una crisi alimentare nazionale, ordinando di far schiudere con quel raggio delle uova di gallina per aumentare la produzione di polli. Ma per errore, o per incompetenza burocratica, le uova giuste vengono sostituite con uova di rettili tropicali, e il risultato è catastrofico: Mosca viene invasa da mostri giganteschi e distruttivi ❤📙

“Le scoperte non appartengono mai solo a chi le fa, ma a chi le usa.”

Dietro questa trama surreale e a tratti comica, Bulgakov costruisce una satira feroce contro la burocrazia sovietica e contro l’ottimismo cieco della scienza quando è asservita al potere politico. Il romanzo mostra come la mancanza di responsabilità e il desiderio di “controllare la natura” possano portare a conseguenze disastrose. Il professor Persikov, pur essendo un uomo di scienza sincero e appassionato, rappresenta anche il limite dell’intellettuale isolato, incapace di prevedere come la sua scoperta verrà usata. La sua figura ricorda quella di molti scienziati della letteratura moderna, come Frankenstein o Moreau, e fa riflettere su una domanda: fin dove può spingersi la scienza senza distruggere ciò che vuole migliorare? ❤📙


Lo stile di Bulgakov è brillante, vivace, ironico. L’autore alterna toni grotteschi a momenti di autentico terrore, costruendo una parabola che si può leggere sia come un racc
onto di fantascienza che come una critica del fanatismo ideologico. Il finale, amaro e beffardo, lascia un senso di disillusione: la Russia post-rivoluzionaria che voleva “ricreare il mondo” finisce sommersa dalle sue stesse “creature”. Con la sua ironia tagliente, Bulgakov ci ricorda che ogni grande invenzione, se guidata dall’avidità o dall’ignoranza, può diventare una minaccia per l’uomo stesso.

Buona lettura❤📙