lunedì 20 ottobre 2025

Recensione: "Fourth Wings"- Rebecca Yarros

Buongiorno lettori💕🐲

se vi piacciono i draghi rimanete qui perché oggi parliamo un fantasy con elementi romance, ma con uno sfondo pieno di draghi.

"Un drago senza il suo cavaliere è una tragedia. Un cavaliere senza il suo drago è morto"

Violet Sorrengail, costretta da sua madre, un generale delle truppe di  generale Basgiath, ad abbandonare la vita tranquilla che sognava, entra all’Accademia militare di Basgiath per diventare una cavaliere di draghi. Un’accademia molto dura, dove “la laurea o la morte” sono le alternative. Violet dovrà affrontare prove fisiche e mentali, combattimenti, alleanze, tradimenti e anche l’attrazione per Xaden Riorson, uno degli studenti più temuti. Draghi, competizione, morfologia del fantasy-romance si mescolano in un setting militare con elementi magici 💕🐲 


"Preferirei perdere tutta questa guerra piuttosto che vivere senza di te, e se questo significa dover dimostrare il mio valore ancora e ancora, allora lo farò. Mi hai dato il tuo cuore e lo conservo."

Fin dalle prime pagine, il romanzo riesce a catturare l’attenzione grazie a un ritmo serrato e a un’atmosfera carica di tensione. L’Accademia Basgiath è un luogo affascinante ma crudele, dove la vita degli studenti è sempre in pericolo. La narrazione in prima persona permette al lettore di entrare nella mente di Violet, condividere le sue paure, i suoi dubbi e le sue vittorie. Non è la classica eroina invincibile: è fragile, insicura, ma anche determinata a non arrendersi. Questo la rende molto umana e facile da apprezzare. Il mondo creato dall'autrice è interessante, con un sistema magico legato ai draghi e una società militare piena di intrighi e tensioni politiche. Tuttavia, in alcuni punti il worldbuilding risulta un po' superficiale: ci sono elementi non completamente spiegati o poco approfonditi, che lasciano alcune domande aperte 💕🐲
Inoltre uno dei problemi principali, a mio parere, è il mondo narrativo, che, seppur bellissimo, sembra creato più per fare da sfondo al romance che per essere davvero credibile. Le regole dell’accademia, i poteri magici, i draghi: tutto viene introdotto velocemente, senza una vera profondità o coerenza. Alcune dinamiche sembrano più costruite per creare "drama" che per sviluppare una trama solida. Ci sono troppe coincidenze, pochi momenti realmente sorprendenti, e spesso le svolte sembrano forzate 💕🐲

 "La speranza è una cosa volubile e pericolosa. Ti ruba la concentrazione e la indirizza verso le possibilità invece di mantenerla dove dovrebbe essere: sulle probabilità”

Insomma, in conclusione, si perde tra cliché, romance e mancanza di coerenza narrativa. Forse può piacere a chi cerca una lettura leggera, piena di tensione romantica e momenti d’azione semplificati. 

Buona lettura 💕🐲

venerdì 17 ottobre 2025

Recensione: "Lettera sulla felicità"- Epicuro

 Buongiorno lettori❤💕📙

parliamo oggi di un libricino piccolino ma intenso. La Lettera sulla felicità è un breve testo scritto dal filosofo greco Epicuro, vissuto tra il IV e il III secolo a.C. Nonostante la sua brevità, questa lettera è un vero e proprio concentrato di filosofia pratica, scritta in uno stile diretto e limpido, con l’intento di spiegare cosa sia la vera felicità e come raggiungerla.

Questo breve scritto, rivolto al giovane Meneceo, non è solo un trattato filosofico, ma una vera e propria guida pratica alla vita. Epicuro, infatti, ci invita a riflettere su cosa davvero conti per essere felici e ci propone un’idea di felicità semplice, essenziale, ma profonda: non legata ai piaceri eccessivi o ai beni materiali, ma alla serenità interiore, all’amicizia, alla libertà e alla conoscenza ❤💕📙



Uno dei passaggi più noti, e forse più sorprendenti, è quello in cui afferma che la morte non deve farci paura:

“La morte non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi, la morte non c’è; e quando c’è la morte, noi non ci siamo più.”
Questa frase, così semplice, ci spinge a liberarci da una delle ansie più profonde dell’essere umano, per imparare a vivere il presente in modo pieno."

Un altro aspetto importante della filosofia epicurea è il modo in cui distingue i desideri: non tutti sono da seguire. Alcuni sono naturali e necessari, come il bisogno di cibo o affetto; altri invece sono vani, come il desiderio di potere o di ricchezza. Solo imparando a riconoscere ciò di cui abbiamo davvero bisogno possiamo vivere una vita equilibrata e felice. Epicuro propone una filosofia della semplicità, lontana dagli eccessi materiali e fondata sulla ricerca del piacere, ma non nel senso moderno di edonismo sfrenato. Per Epicuro, il piacere più autentico è la tranquillità dell’anima (atarassia) e la libertà dal dolore (aponia). Questo si raggiunge coltivando desideri naturali e necessari (come cibo, amicizia e sicurezza) e evitando quelli vani o infiniti, come la ricchezza e la fama ❤💕📙

Personalmente, ho trovato questo testo molto attuale, nonostante sia stato scritto oltre duemila anni fa. In un’epoca come la nostra, spesso frenetica e dominata dall’apparenza, Epicuro ci ricorda che la vera felicità si trova nelle cose semplici, nell’ascolto di sé stessi, e nella capacità di vivere senza farsi dominare dalla paura o dal desiderio continuo di “avere di più” ❤💕📙

Buona lettura ❤💕📙

Recensione: "Il richiamo della foresta"- Jack London

Buongiorno lettori 📘📙🐺

oggi parliamo di un classico breve, ma intenso che mi ha segnata e mi ha fatto riflettere molto sul rapporto tra uomo e animale. Il richiamo della foresta è un romanzo di Jack London pubblicato per la prima volta nel 1903. È una delle opere più celebri dell'autore e racconta la storia di Buck, un cane da slitta che viene rapito dalla sua casa in California e trasportato nell'Artico, dove deve adattarsi a una nuova vita fatta di lotte per la sopravvivenza. 

Il romanzo è un classico della letteratura d'avventura e offre una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e natura. La storia di Buck è, in fondo, quella di una "discesa" verso la propria essenza primitiva. All'inizio, Buck è un cane addomesticato, con una vita comoda e protetta, ma quando viene strappato da tutto ciò che conosce e messo in un ambiente ostile e selvaggio, inizia un processo di adattamento che lo porta a riscoprire l'istinto animale che giaceva sopito in lui 📘📙🐺

"In lui c’era una cosa che gli uomini non potevano comprendere: la forza, la capacità di resistere e la volontà di vivere, ma anche l’istinto di arrendersi, di lasciare andare e di abbracciare la libertà."

London dipinge con grande maestria il paesaggio dell'Alaska, un territorio vasto e inospitale che diventa quasi un personaggio a sé stante. La durezza della natura e la brutalità delle leggi della sopravvivenza sono descritti in modo vivido e crudo. Ogni elemento del romanzo, la lotta per il cibo, il freddo glaciale, la fatica del lavoro da slitta, contribuisce a costruire l'atmosfera primitiva e selvaggia che segna la crescita di Buck🐺

"Buck non fu mai più lo stesso. Il suo cuore, che fino a quel momento batteva per la civiltà, cominciò a battere per la selvaggia, la fredda, la solitaria natura."

Il tema principale del libro è quello della lotta per la sopravvivenza, ma c'è anche un aspetto legato all’evoluzione del protagonista. Nel suo viaggio verso la libertà, Buck si trova a dover affrontare non solo gli altri animali e la natura, ma anche gli esseri umani, che a volte sono crudeli e senza scrupoli. Tuttavia, il cane non è mai una vittima passiva; si evolve, diventa un leader tra gli altri cani e, attraverso le sue esperienze, cresce in forza e saggezza. Il romanzo, pur trattando temi universali come la libertà, la forza e l'istinto, ha anche un forte elemento emotivo. La relazione tra Buck e il suo padrone finale, John Thornton, è un contrasto significativo rispetto alla durezza che Buck ha sperimentato in precedenza. Thornton è un personaggio che rappresenta la compassione umana, ma anche qui emerge un tema ricorrente di London: l'idea che, alla fine, la natura e l'istinto abbiano sempre l'ultima parola 📘📙🐺

Buona lettura 📘🐺