sabato 11 ottobre 2025

Recensione: "Dorian"- Rebecca Mazzarella

 Buongiorno lettori ❤🔮

oggi parliamo del primo libro di una trilogia scritta da un'autrice self in cui mi sono imbattuta sul Booktok e che mi ha convinto subito. Rebecca Mazzarella è una scrittrice italiana, nota per opere che si collocano fra il fantasy, il gotico, il romance e i retelling. Il mio primo approccio è stato proprio verso questa trilogia: Dorian (tra cui Dorian ‒ Il teatro degli inganni e Dorian ‒ L’amore immortale).

E' un retelling sulla famosissima opera di Wilde Il ritratto di Dorian Grey che unisce mistero, emozione e riflessione, riuscendo a catturare il lettore fin dalle prime pagine. Ambientato in una Venezia gotica e affascinante, il libro mescola elementi di fantasy, romance e introspezione psicologica, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. La protagonista, Victoria, è una ragazza che si ritrova coinvolta in un mondo oscuro e seducente, pieno di segreti, passioni e paure. La sua vita cambia quando incontra Dorian, una figura enigmatica che nasconde un passato tormentato. Il loro rapporto, intenso e complesso, diventa il cuore della storia: un legame che oscilla tra amore e pericolo, desiderio e redenzione ❤🔮



L'autrice ha costruito i personaggi con grande cura: Victoria non è una semplice eroina romantica, ma una giovane donna in cerca di sé stessa, divisa tra ciò che è giusto e ciò che desidera. Dorian, invece, rappresenta la parte più oscura e misteriosa dell’animo umano, ma anche la possibilità del cambiamento. Il lettore si trova così immerso in un continuo gioco di luce e ombra, dove niente è davvero come sembra ❤🔮

"Quando siamo insieme il mondo scompare del tutto, è come se ci fossimo io e lui. Il mio paradiso personale"

Uno degli aspetti più belli del romanzo è lo stile narrativo. La scrittura è poetica e visiva, capace di far “vedere” le scene come se fossero un film. Le descrizioni di Venezia, con i suoi canali, la nebbia e i palazzi antichi, creano un’ambientazione suggestiva che amplifica il fascino e il mistero della trama. Dal punto di vista tematico, Dorian affronta questioni profonde: la ricerca dell’identità, la redenzione, il potere dell’amore e della memoria. Ma, al tempo stesso, è anche una riflessione sull’ambizione umana e sul prezzo delle scelte ❤🔮

Naturalmente, ci sono anche alcuni punti in cui mi sono arenata: in alcuni passaggi la trama diventa molto intricata, e la ricchezza di dettagli rallenta un po’ il ritmo. Tuttavia, la forza emotiva dei personaggi e la storia misteriosa, romantica e carica di emozione, vi trascineranno in un vortice di domande e di desiderio di scoperta ma anche a chi cerca un libro che faccia pensare. Il finale aperto vi farà desiderare di continuare la saga!

Ps COPERTINA WOW😍

Buona lettura ❤🔮

Recensione: "Le uova fatali"- Michail Bulgakov

Buongiorno lettori ❤📙

continuiamo il nostro viaggio nella letteratura russa con un altro romanzo breve,  scritto sempre da Michail Bulgakov nel 1924, uno dei primi grandi esempi della sua narrativa satirica e fantastica. Come in Cuore di cane, anche qui l’autore unisce ironia, fantascienza e critica sociale, raccontando una storia che, dietro la facciata comica e assurda, nasconde una profonda riflessione sulla scienza, sul potere e sull’uomo moderno. Mi è piaciuto leggermente meno di Cuore di Cane, ma comunque si presenta come un romanzo straordinariamente moderno, che riflette sull’uso irresponsabile del progresso, sull’ambizione umana di giocare a fare Dio e sulla tragicommedia della politica ❤📙

“L’uomo non deve giocare con la natura: prima o poi, la natura si vendica.”

La vicenda è ambientata nella Russia sovietica degli anni Venti. Il protagonista è il professor Persikov, uno zoologo geniale e un po’ bizzarro, che scopre casualmente un misterioso raggio rosso capace di accelerare la vita: se esposto a questo raggio, qualunque uovo si sviluppa in modo rapidissimo, generando creature enormi e aggressive. L’esperimento di Persikov, però, sfugge di mano quando il governo decide di usare la sua scoperta per risolvere una crisi alimentare nazionale, ordinando di far schiudere con quel raggio delle uova di gallina per aumentare la produzione di polli. Ma per errore, o per incompetenza burocratica, le uova giuste vengono sostituite con uova di rettili tropicali, e il risultato è catastrofico: Mosca viene invasa da mostri giganteschi e distruttivi ❤📙

“Le scoperte non appartengono mai solo a chi le fa, ma a chi le usa.”

Dietro questa trama surreale e a tratti comica, Bulgakov costruisce una satira feroce contro la burocrazia sovietica e contro l’ottimismo cieco della scienza quando è asservita al potere politico. Il romanzo mostra come la mancanza di responsabilità e il desiderio di “controllare la natura” possano portare a conseguenze disastrose. Il professor Persikov, pur essendo un uomo di scienza sincero e appassionato, rappresenta anche il limite dell’intellettuale isolato, incapace di prevedere come la sua scoperta verrà usata. La sua figura ricorda quella di molti scienziati della letteratura moderna, come Frankenstein o Moreau, e fa riflettere su una domanda: fin dove può spingersi la scienza senza distruggere ciò che vuole migliorare? ❤📙


Lo stile di Bulgakov è brillante, vivace, ironico. L’autore alterna toni grotteschi a momenti di autentico terrore, costruendo una parabola che si può leggere sia come un racc
onto di fantascienza che come una critica del fanatismo ideologico. Il finale, amaro e beffardo, lascia un senso di disillusione: la Russia post-rivoluzionaria che voleva “ricreare il mondo” finisce sommersa dalle sue stesse “creature”. Con la sua ironia tagliente, Bulgakov ci ricorda che ogni grande invenzione, se guidata dall’avidità o dall’ignoranza, può diventare una minaccia per l’uomo stesso.

Buona lettura❤📙


venerdì 10 ottobre 2025

Recensione: "Le intermittenze della morte"- José Saramago

Buongiorno, 

oggi recensiamo una chicca. Secondo voi cosa succederebbe se la morte decidesse di prendersi una pausa? Non è l’inizio di una favola, ma di una riflessione pungente e surreale sul senso della vita, della fede e del potere. Con il suo stile inconfondibile, periodi lunghi, ironia sottile e un tocco filosofico, Saramago ci porta in un mondo dove l’assenza della morte genera caos, egoismi e domande scomode 💕📒

«La morte, diventata donna, imparò che l’amore può fermare perfino l’inevitabile.»

Saramago parte da un’idea assurda e geniale e la trasforma in una riflessione potente sulla condizione umana. La morte, una figura impersonale ma metodica, improvvisamente si ferma. Non più falce e buio eterno, ma silenzio. Le persone continuano a invecchiare, a soffrire, ma non muoiono. Nessuno sa perché. E da lì si scatena il caos. Politici, religiosi, famiglie e medici reagiscono in modi molto diversi, spesso egoistici. Senza la morte, le strutture sociali iniziano a collassare: gli ospedali si riempiono di corpi vivi ma vuoti, le assicurazioni non sanno più cosa fare, e perfino la chiesa, privata della resurrezione, entra in crisi. L’immortalità, anziché liberare l’essere umano, lo imprigiona in una lunga agonia 💕📒

"Perfino la chiesa tremò: senza morte, non c’è resurrezione. E senza resurrezione, niente fede."

Nella seconda parte del romanzo, però, la morte prende forma umana. Si fa carne, coscienza, sentimento. E proprio quando sembra che tutto sia ormai paradossale, arriva la svolta più umana: la morte scopre di poter provare qualcosa. Sì, anche lei. E a quel punto il libro si apre a una riflessione sulla compassione, sull’amore, sul libero arbitrio in modo del tutto inaspettato 💕📒



Lo stile di Saramago è, come sempre, unico: frasi lunghissime, punteggiatura non convenzionale, dialoghi che scorrono dentro la narrazione come pensieri. All’inizio può spiazzare, ma se vi lasciate andare al suo ritmo, diventa ipnotico. A volte ironico, a volte tagliente, sempre lucido. Questo libro non parla solo della morte, ma della vita e del fatto che la fine, per quanto dolorosa, è ciò che dà senso al tempo che abbiamo. E che forse, se davvero avessimo l’eternità davanti, smetteremmo di capire cosa vuol dire vivere davvero. Non è una lettura leggera, ma è una lettura necessaria. Profonda, provocatoria, originale. Un piccolo capolavoro di pensiero travestito da romanzo surreale.

Buona lettura💕📒